Nato a San Pietroburgo e oggi cittadino con passaporto francese ed emiratino, Pavel Durov è uno degli imprenditori tecnologici più noti d’Europa: prima ha creato VKontakte, il social network considerato l’equivalente russo di Facebook, poi nel 2013 ha fondato con il fratello Nikolai l’app di messaggistica Telegram, che oggi dichiara oltre un miliardo di utenti. Proprio contro di lui la Russia ha annunciato mercoledì di aver emesso un mandato di cattura internazionale con l’accusa di “complicità nel terrorismo”. La comunicazione è arrivata dal Servizio di sicurezza federale (Fsb), che ha collegato il provvedimento a un’indagine penale in corso.
- L’Fsb ha emesso un mandato di cattura internazionale per Pavel Durov, accusato di “complicità nel terrorismo”.
- Secondo Mosca, Telegram non avrebbe rimosso canali e bot usati dai servizi ucraini per coordinare atti di sabotaggio e terrorismo.
- Se condannato in Russia, l’imprenditore rischia fino all’ergastolo.
“È stato emesso un mandato di cattura internazionale… per il capo dell’amministrazione di Telegram, P. Durov”, si legge nel comunicato dei servizi russi, ripreso dalle agenzie statali. L’Fsb precisa che Durov, 41 anni, si troverebbe attualmente in Francia. L’imprenditore risiede però negli Emirati Arabi Uniti, dove ha sede anche la sua società.
L’accusa ruota attorno a un bot per incontri
Al centro delle contestazioni c’è la mancata rimozione dalla piattaforma di “numerosi canali, chat e bot” che, secondo Mosca, sarebbero “utilizzati dai servizi speciali ucraini e da organizzazioni terroristiche ed estremiste per preparare e coordinare atti di sabotaggio e terrorismo”, oltre a stragi e frodi informatiche, con “numerose vittime” tra cui donne e bambini e danni materiali stimati in miliardi.
Gli investigatori fanno riferimento in particolare a un popolare servizio di incontri sulla piattaforma, indicato dalle fonti russe come “Leo Match” o “Leonardo Dayvinchik”. Secondo l’Fsb, agenti ucraini fingendosi giovani donne avrebbero contattato ragazzi russi per spingerli ad aggredire agenti delle forze dell’ordine e a incendiare infrastrutture energetiche e di trasporto. Da luglio dello scorso anno sarebbero stati arrestati 46 cittadini russi di età compresa tra i 12 e i 22 anni in 16 regioni.
Se condannato in Russia, Durov rischia fino all’ergastolo.
La risposta secca di Telegram
Poco dopo la diffusione della notizia, l’account ufficiale di Telegram sulla piattaforma X ha pubblicato un’immagine di Durov che fa un gesto volgare con il dito medio. Non sono seguiti altri commenti immediati dall’imprenditore o dall’azienda. Va ricordato che le accuse mosse dall’Fsb non sono state verificate da fonti indipendenti e che Durov ha sempre respinto ogni addebito.
Uno scontro che dura da anni con Mosca
Il caso si inserisce in un braccio di ferro di lunga data. Durov ha lasciato la Russia nel 2014 dopo aver ceduto la sua quota in VKontakte sotto la pressione delle autorità, e da allora si è più volte scontrato con i governi che chiedevano maggiore accesso alla piattaforma, presentandosi come libertario e difensore della privacy. Chi lo critica, al contrario, sostiene che la scarsa moderazione abbia favorito la diffusione di propaganda e contenuti illegali.
Negli ultimi mesi la Russia ha imposto restrizioni digitali che riguardano sia Telegram sia WhatsApp, accusate di essere sfruttate dai servizi ucraini, e ha promosso un proprio servizio di messaggistica statale, MAX. I tribunali russi hanno inflitto a Telegram multe per oltre 100 milioni di rubli (circa 1,1 milioni di euro) dall’inizio dell’anno, soprattutto per la mancata rimozione di contenuti vietati. Nonostante il blocco, la piattaforma resta molto usata nel Paese, anche da istituzioni come l’ufficio stampa del Cremlino, e accessibile tramite VPN.
Sul fronte europeo, Durov è già coinvolto in un procedimento giudiziario. Fermato in un aeroporto parigino nell’agosto del 2024 e incriminato per una serie di reati legati alla diffusione di contenuti illegali su Telegram, l’imprenditore è stato posto sotto stretta sorveglianza giudiziaria.
Il mandato russo cambierà davvero qualcosa per chi usa Telegram, o è soprattutto una mossa politica? Diteci la vostra nei commenti.































