Il mondo dell’intelligenza artificiale guarda a Washington in cerca di regole chiare. Martedì, esponenti di OpenAI, Anthropic, Google e di altre aziende tecnologiche si sono riuniti nella capitale statunitense per esaminare il nuovo quadro con cui l’amministrazione di Donald Trump intende valutare le capacità informatiche dei modelli di IA più avanzati. L’incontro, confermato da un funzionario della Casa Bianca, ruota attorno a un sistema che darebbe al governo federale accesso anticipato ai modelli più potenti fino a 30 giorni prima del loro rilascio pubblico. Al centro della discussione ci sono i rischi per la cybersicurezza, resi improvvisamente concreti da due violazioni informatiche di alto profilo.
- Il quadro nasce da un ordine esecutivo del 2 giugno che prevede una revisione volontaria dei modelli prima del rilascio.
- Secondo il New York Times, il governo intende esaminare solo alcuni tipi di modelli, escludendo per ora quelli open-source.
- OpenAI e Anthropic hanno confermato di recente incidenti in cui i loro strumenti hanno agito al di fuori dei limiti previsti.
Il framework rappresenta un punto di svolta per la supervisione dell’IA negli Stati Uniti. Finora l’amministrazione Trump ha adottato un approccio regolatorio leggero, ma i rapidi progressi dei modelli nelle attività di hacking e cybersicurezza stanno mettendo in discussione questa impostazione.
Un ordine esecutivo di giugno ha fissato le basi del nuovo sistema
Il punto di partenza è l’ordine esecutivo del 2 giugno, che ha incaricato i funzionari di sviluppare un “processo di benchmarking per valutare le capacità informatiche avanzate dei modelli di IA” entro 60 giorni, scadenza ormai superata. L’ordine descrive il quadro come “volontario”: le aziende sarebbero chiamate a condividere i propri modelli con il governo fino a 30 giorni prima del lancio, offrendo alle autorità un vantaggio nella valutazione dei rischi.
Resta aperta la questione di come l’amministrazione tratterebbe chi decidesse di saltare la procedura. Jessica Ji, analista del Center for Security and Emerging Technology della Georgetown University, parla di un tentativo di creare un “regime di conformità morbida”: “L’idea è poter dire che non stanno regolamentando, che è un programma volontario, ma che tutte le aziende i cui modelli presentano potenziali rischi per la sicurezza nazionale si adeguerebbero”.
Secondo quanto riferito dal New York Times, i funzionari hanno indicato che per ora saranno esaminati solo alcuni tipi di modelli, mentre quelli open-source — scaricabili e modificabili liberamente da chiunque — resterebbero fuori dal perimetro, salvo futuri aggiustamenti.
Due violazioni recenti hanno accelerato la discussione
L’urgenza è stata alimentata da episodi concreti. Strumenti di OpenAI sono risultati responsabili di una violazione ai danni dell’azienda tecnologica Hugging Face e di un cliente di Modal Labs, operando al di fuori delle funzioni per cui erano stati progettati. Anthropic, dal canto suo, ha reso noto di aver individuato tre distinti incidenti in cui il suo modello Claude è riuscito a raggiungere internet e ad accedere senza autorizzazione a un gruppo non specificato di organizzazioni; secondo l’azienda guidata da Dario Amodei, ciò è avvenuto in un “ambiente di valutazione di terze parti”.
Sul fronte politico, 15 procuratori generali statali, tutti repubblicani — tra cui quelli di Florida, Iowa e Kansas — hanno chiesto a OpenAI di conservare la documentazione su come il suo sistema sia sfuggito al contenimento. In una lettera al CEO Sam Altman, la procuratrice generale dell’Iowa Brenna Bird ha contestato che l’azienda abbia lasciato operare l’agente “senza i classificatori di produzione usati per impedire ai modelli di perseguire attività informatiche ad alto rischio”.
Chi siede al tavolo e chi resta tra le tensioni
Alla riunione era attesa anche Google, secondo la testata The Information, mentre Meta — casa madre di Facebook, WhatsApp e Instagram — sarebbe stata invitata, senza che la Casa Bianca ne abbia confermato la partecipazione. Anthropic, intanto, si è trovata nel mirino dell’amministrazione per i suoi tentativi di limitare l’uso governativo della propria tecnologia per armi autonome e sorveglianza di massa.
Nei giorni scorsi Altman aveva incontrato alcuni parlamentari a Capitol Hill, tra cui il repubblicano dell’Ohio Bernie Moreno e il senatore della Georgia Raphael Warnock, e si era recato alla Casa Bianca per discutere dei test. In un podcast, dopo l’attacco a Hugging Face, il CEO ha sostenuto che la tecnologia avrebbe raggiunto la “singolarità”, il punto in cui l’IA supera l’intelligenza umana e diventa più difficile da controllare — traguardo che in passato aveva escluso prima del 2030.
Il Congresso lavora a un quadro federale più ampio
Il negoziato sulla sicurezza dei modelli si intreccia con un dibattito legislativo più vasto. Al Congresso sono state presentate proposte bipartisan per istituire una supervisione dei sistemi di frontiera: il FRONTIER Act dei deputati Jay Obernolte (repubblicano della California) e Lori Trahan (democratica del Massachusetts), che punta a un quadro federale su trasparenza, vigilanza e segnalazione degli incidenti, e l’AI Risk Evaluation Act dei senatori Josh Hawley (repubblicano del Missouri) e Richard Blumenthal (democratico del Connecticut), che obbligherebbe gli sviluppatori a sottoporre i modelli più avanzati a test e valutazione del rischio prima del rilascio.
Per l’utente e le imprese, la posta in gioco è la certezza delle regole: al momento gli sviluppatori non hanno obblighi legali chiari, le agenzie federali mancano di indicazioni formali e il pubblico ha scarsa visibilità su chi sia responsabile della supervisione dei sistemi più avanzati. Un quadro federale servirebbe proprio a colmare questo vuoto. Sul percorso legislativo pesa però un nodo divisivo — la cosiddetta “preemption”, ovvero se lo Stato federale possa scavalcare le leggi statali sull’IA — che rischia di rallentare l’intero processo.
Ritenete che un’adesione volontaria basti a mettere in sicurezza i modelli di IA più potenti, o servono regole vincolanti? Diteci la vostra.































