Roberto Mancini è uno dei volti più conosciuti del calcio italiano degli ultimi quarant’anni: da giocatore è stato attaccante di Sampdoria e Lazio, con i blucerchiati metà della coppia dei “gemelli del gol” insieme a Gianluca Vialli, e da allenatore ha guidato tra le altre Inter, Fiorentina e Manchester City, portando i Citizens al loro primo titolo di Premier League nella stagione 2011-12. Ma soprattutto è l’uomo che nel 2021 ha condotto l’Italia alla vittoria degli Europei. Ora, come annunciato martedì dal presidente della Figc Giovanni Malagò, il 61enne di Jesi torna sulla panchina azzurra per il suo secondo mandato da commissario tecnico.
- Malagò ha ufficializzato Roberto Mancini come nuovo ct della Nazionale italiana.
- Claudio Ranieri diventa direttore tecnico e presidente del Club Italia al posto di Paolo Maldini.
- La nomina arriva dopo lo stop alla candidatura di Andrea Pirlo, legata a una sponsorizzazione con una società di scommesse russa.
“Il tempo stringeva e io ho ritenuto che la persona giusta come ct dovesse essere Roberto Mancini”, ha spiegato Malagò al termine del Consiglio federale, confermando le indiscrezioni delle ultime ore. Insieme al tecnico marchigiano entra nella Federazione anche Claudio Ranieri, 74 anni, celebre per aver guidato il Leicester City al clamoroso titolo di Premier League nel 2016. Ranieri assumerà i ruoli di direttore tecnico e presidente del Club Italia, prendendo il posto di Paolo Maldini e sovrintendendo alle operazioni tecniche delle Nazionali.
La nomina chiude giorni di caos ai vertici federali
La decisione mette fine a una vicenda tormentata. Dopo il rifiuto di Pep Guardiola, prima scelta della Federazione, la panchina sembrava destinata ad Andrea Pirlo, il nome voluto proprio da Maldini e dall’advisor Leonardo. La candidatura è però saltata nel fine settimana per via della sponsorizzazione di Pirlo con Fonbet, agenzia di scommesse russa.
“Mi assumo la responsabilità di aver fermato l’iter della scelta di Andrea Pirlo”, ha detto Malagò. “Avrebbe rescisso il contratto con questa società di cui era testimonial, però per una serie di motivi e opportunità non me la sono sentita. Né io né, sembra, il direttore tecnico eravamo a conoscenza del contratto russo”. Da lì le dimissioni di Maldini e Leonardo, arrivate lunedì dopo appena sedici giorni dall’insediamento. Un divorzio che il presidente ha definito privo di polemiche: “Con Maldini c’è stata una separazione senza polemiche. Paolo e Leo sono stati dei signori, schietti, sinceri e onesti”.
Il ritorno di Mancini e le sue scuse
Per Mancini si tratta del secondo mandato alla guida degli Azzurri. Nel primo, oltre al trionfo europeo, ci furono la mancata qualificazione al Mondiale 2022 e le dimissioni dell’agosto 2023, seguite da un’esperienza alla guida dell’Arabia Saudita e poi dell’Al-Sadd in Qatar.
“Mi chiedete se il passato di Mancini è stato tenuto in considerazione? Certo. Le scuse fatte da Roberto sono state importanti e rappresentano un presupposto della conferenza di domani”, ha sottolineato Malagò.
Il presidente non ha voluto entrare nei dettagli economici dell’accordo, limitandosi a evidenziare “la disponibilità economica” dimostrata dai due tecnici durante la trattativa. Mancini e Ranieri saranno presentati ufficialmente domani alle ore 18.
In arrivo una terza figura dirigenziale
Malagò ha inoltre annunciato che entro la fine della settimana verrà designata una terza figura, un dirigente delle squadre nazionali che ricoprirà un ruolo simile a quello che in passato fu di Gigi Riva e che coordinerà anche le Nazionali giovanili, oggi seguite da Maurizio Viscidi. Tra i nomi possibili il presidente ha citato Gianfranco Zola. Un tassello che, nelle intenzioni della Federazione, dovrebbe completare il nuovo assetto tecnico degli Azzurri.
Il ritorno di Mancini in panchina e l’arrivo di Ranieri come direttore tecnico convincono i tifosi? Raccontaci cosa ti aspetti dal nuovo corso della Nazionale.































