«Siamo impegnati a garantire risultati solidi nel mercato cinese e vediamo opportunità concrete per competere in alcuni mercati internazionali selezionati». Con queste parole John Roth, senior vice president di General Motors e presidente di GM China, ha sintetizzato lo spirito dell’accordo annunciato martedì sera dal gruppo di Detroit: la joint venture con la cinese SAIC Motor, che sarebbe scaduta l’anno prossimo, viene prolungata di altri 20 anni. L’intesa, paritaria al 50-50 e nata nel 1997 con una durata iniziale di 30 anni, resterà così in vigore fino al 2047, esattamente mezzo secolo dopo il suo avvio.
- GM e SAIC Motor estendono di 20 anni la loro joint venture, ora valida fino al 2047.
- Previsti almeno 30 nuovi veicoli a energia alternativa entro il 2030, con maggiore attenzione ai marchi Buick e Cadillac.
- La joint venture ha prodotto e consegnato oltre 20 milioni di veicoli dal 1997.
Roth rivendica fiducia e ambizioni di export
Nel comunicato Roth ha indicato i mercati su cui GM punta con i modelli costruiti in Cina: «Medio Oriente, Africa, Sud America, Messico e Asia-Pacifico». L’accordo, ha aggiunto il dirigente, «riflette la nostra comune fiducia in SAIC-GM e nel suo potenziale di crescita a lungo termine». GM ha spiegato che l’operazione posiziona la joint venture per «accelerare la trasformazione tecnologica, esplorare nuove opportunità di crescita e garantire una redditività sostenibile».
La società ha dichiarato che si concentrerà maggiormente sui marchi Buick e Cadillac in Cina, oltre a esportare prodotti, inclusi modelli Chevrolet, costruiti nel Paese per i mercati diversi dagli Stati Uniti.
Il rinnovo arriva in un clima geopolitico teso
La firma matura in una fase di forti tensioni tra Washington e Pechino, che comprendono l’ipotesi di un divieto negli Stati Uniti per marchi e veicoli cinesi. Mentre l’amministrazione americana spinge per ridurre i legami economici con la Cina, i costruttori d’auto statunitensi seguono una strada diversa: GM sceglie di consolidare la propria presenza in un mercato che è stato il suo principale per vendite dal 2010 al 2023.
Il contesto per i marchi stranieri in Cina è però cambiato in profondità, con la rapida ascesa dei produttori locali e l’allontanamento dai tradizionali brand occidentali. Gli utili di GM in Cina sono scesi dai circa 2 miliardi di dollari annui del 2018 (circa 1,8 miliardi di euro) a due anni consecutivi di perdite nel 2024 e nel 2025. Nei primi sei mesi di quest’anno la casa ha riportato 248 milioni di dollari (circa 230 milioni di euro) di equity income, dopo una ristrutturazione che l’anno scorso ha comportato oneri straordinari per 1,1 miliardi di dollari (circa un miliardo di euro).
Elettrificazione e nuovi lanci al centro della strategia
La rotta è ora orientata alle nuove tecnologie: SAIC-GM lancerà almeno 30 veicoli a energia alternativa — categoria che comprende elettrici e ibridi — entro il 2030 e adotterà più soluzioni sviluppate in Cina per il mercato cinese. Un ruolo chiave lo gioca il nuovo sub-brand Electra di Buick: la Electra E7, di cui sono state consegnate oltre 10.000 unità nel primo mese di vendita, sarà il primo modello premium a energia alternativa della joint venture a essere esportato, a partire da ottobre.
L’anno scorso GM ha venduto in Cina quasi un milione di veicoli a energia alternativa, mentre le consegne complessive delle sue joint venture hanno sfiorato 1,9 milioni di unità, in crescita del 2,3% rispetto al 2024. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’intesa consente inoltre a GM e SAIC di mantenere la joint venture con Guangxi Automobile Group, che ha dato vita a SAIC-GM-Wuling: da questa collaborazione nasce il veicolo a energia alternativa più venduto in Cina, con oltre 435.000 Hong Guang EV vendute lo scorso anno.
Pensate che scommettere sulla Cina per altri vent’anni sia la mossa giusta per GM, o un azzardo in un mercato ormai dominato dai produttori locali? Diteci la vostra.































