Amazon ha aumentato i prezzi di gran parte dei suoi dispositivi di prima parte, dagli altoparlanti intelligenti Echo agli e-reader Kindle, fino alla linea Fire TV e ai sistemi di rete eero. I rincari, applicati nel giro di una notte, arrivano in alcuni casi fino al 60% e sono stati confermati da una portavoce dell’azienda, che li ha attribuiti a un forte aumento dei costi dei componenti di memoria e di archiviazione. La mossa colpisce soprattutto i prodotti più economici del catalogo e rende Amazon l’ultima grande azienda tecnologica a scaricare sui consumatori la pressione sui chip.
- L’Echo Dot passa da 49,99 a 79,99 dollari (circa 74 euro), l’aumento percentuale più marcato.
- Il Kindle base da 16 GB sale da 109,99 a 149,99 dollari, quasi il 37% in più.
- Amazon attribuisce i rincari agli “aumenti significativi” dei costi di memoria e storage.
- Restano invariati i prodotti Ring e l’altoparlante Echo Studio.
Quali prodotti sono stati rincarati e di quanto
I dispositivi più economici sono stati quelli colpiti più duramente. L’Echo Dot è passato da 49,99 a 79,99 dollari, mentre l’Echo Show 11 è salito da 219,99 a 249,99 dollari. Il Fire TV Stick HD è aumentato da 34,99 a 39,99 dollari, mentre il Fire TV Stick 4K Max è cresciuto di oltre il 40%, da 59,99 a 84,99 dollari.
Sul fronte degli e-reader, il Kindle da 16 GB è passato da 109,99 a 149,99 dollari e il Kindle Paperwhite da 16 GB da 159,99 a 199,99 dollari. Aumenti anche per i sistemi di rete mesh: l’eero 7 sale da 349,99 a 399,99 dollari e l’eero Pro 7 da 699,99 a 799,99 dollari (circa 740 euro). L’altoparlante di punta Echo Dot Max, lanciato lo scorso anno, ora costa 119,99 dollari, contro i precedenti 99,99.
Non tutta la gamma è stata toccata: risultano esclusi dagli aumenti la linea di telecamere e videocitofoni Ring e l’altoparlante di fascia più alta Echo Studio, che resta a 219,99 dollari.
Perché Amazon ha alzato i listini
In una dichiarazione, una portavoce ha spiegato che il settore dell’elettronica di consumo sta affrontando “aumenti significativi nei costi dei componenti di memoria e archiviazione”. Dopo aver assorbito questi rincari “il più a lungo possibile”, l’azienda ha deciso di adeguare i prezzi lungo tutte le linee di prodotto. Amazon ha comunque assicurato che punta a mantenere prodotti a prezzi accessibili e che proporrà promozioni durante l’anno.
La decisione è particolarmente significativa per un’azienda costruita sulla reputazione di prezzi bassi e hardware economico.
Alla radice c’è la carenza di chip di memoria innescata dall’enorme domanda di potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale. La stessa pressione ha già spinto altri colossi a intervenire: a giugno Apple ha aumentato i prezzi di Mac e iPad, con l’amministratore delegato Tim Cook che ha definito la situazione una “alluvione centenaria sui prezzi della memoria”. Sempre Apple ha portato l’HomePod Mini da 99,99 a 129 dollari. Microsoft ha annunciato rincari da 100 a 150 dollari sulle console Xbox, rinunciando alla configurazione più capiente da 2 terabyte, mentre Dell, HP, Lenovo e Asus hanno alzato i prezzi o ridotto la memoria dei propri prodotti. Per ora il Google Home Speaker resta a 99,99 dollari.
Cosa significa per i consumatori e cosa aspettarsi
Per chi acquista dispositivi, questo significa che i prodotti di ingresso — storicamente la porta d’accesso all’ecosistema Amazon — diventano meno convenienti, proprio nel segmento dove il colosso ha costruito la propria diffusione. Gli aumenti arrivano inoltre mentre l’azienda si prepara a un evento autunnale in cui mostrerà i nuovi dispositivi.
Sul piano finanziario, la spinta dell’IA continua a pesare sui conti: l’amministratore delegato Andy Jassy ha detto agli investitori a fine luglio che Amazon prevede di destinare 220 miliardi di dollari agli investimenti in conto capitale quest’anno, soprattutto per costruire ed equipaggiare i data center che alimentano i servizi di IA, in rialzo rispetto alla stima precedente di 200 miliardi proprio a causa dei maggiori costi di memoria. Jassy ha aggiunto che, anche a questi livelli, l’azienda non avrà capacità sufficiente a soddisfare tutta la domanda nel 2026, e prevede lo stesso scenario anche nel 2027.
La divisione cloud Amazon Web Services ha intanto registrato ricavi per 42,2 miliardi di dollari nel secondo trimestre, in crescita del 37% rispetto ai 30,9 miliardi di un anno prima: la crescita più rapida in 18 trimestri, definita da Jassy il quinto trimestre consecutivo di accelerazione.
Gli aumenti sui dispositivi Amazon vi faranno rimandare un acquisto o cambiare ecosistema? Raccontateci come i rincari legati ai chip di memoria stanno influenzando le vostre scelte tecnologiche.































