Si chiama Habity ed è una sveglia da comodino ideata a Copenaghen dallo studio danese Habity Design con un obiettivo preciso: sostituire lo smartphone sul comodino e spezzare l’abitudine di guardare il telefono appena svegli e come ultima cosa prima di dormire. Al posto della luce dello schermo del cellulare propone un display e-paper a basso consumo, toni di risveglio delicati e una piccola libreria di suoni per il sonno, il tutto funzionante completamente offline: nessuna app, nessun account, nessun abbonamento. Il dispositivo è ora in pre-ordine dopo una campagna Kickstarter lo scorso anno.
- La sveglia monta un display e-paper da 3,7 pollici a basso consumo con luce frontale attivabile con un tocco.
- Funziona interamente offline, con libreria di suoni salvata localmente sul dispositivo.
- Prezzo di 995 corone danesi, circa 150 dollari USA (all’incirca 135 euro).
- Il fondatore Peter Arvad ha escluso volontariamente il monitoraggio del sonno.
All’esterno Habity ha l’aspetto di una classica sveglia retrò, ma all’interno racchiude uno schermo e-paper, un altoparlante e una raccolta di suoni rilassanti. L’idea di fondo è semplice: dare alle persone un motivo per lasciare il telefono fuori dalla camera da letto, rendendo le routine serali e mattutine abbastanza piacevoli da non far rimpiangere lo schermo. È una scommessa sulla “spinta gentile” più che sulla proibizione rigida.
Un display e-paper che consuma solo quando cambia immagine
Il cuore del dispositivo è un display e-paper da 3,7 pollici, la stessa tecnologia a basso consumo diffusasi dagli e-reader fino a una gamma più ampia di dispositivi pensati per ridurre le distrazioni, come i tablet e-paper di reMarkable. Lo schermo assorbe energia solo quando l’immagine cambia, ed è disponibile una luce frontale attivabile con un tocco, che consente di leggere al buio senza subire il bagliore della luce blu tipica degli schermi LCD retroilluminati.
La tecnologia e-paper, per chi non la conoscesse, riproduce le pagine con particelle che restano stabili sullo schermo anche a dispositivo spento, e viene apprezzata proprio perché risulta più riposante per la vista rispetto ai display tradizionali.
Tutto funziona senza connessione
Ogni funzione gira offline. La libreria di suoni per il sonno – che comprende pioggia, oceano, falò, strade cittadine e persino una lavastoviglie – risiede localmente sul dispositivo, quindi non servono app, account, abbonamenti o Wi-Fi. Sono inoltre presenti un promemoria per prepararsi al riposo, toni di risveglio delicati, una luce notturna integrata e una luce in stile alba che può illuminare gradualmente la stanza prima della sveglia.
È comunque possibile collegare il dispositivo al Wi-Fi, funzione usata soprattutto per sincronizzare l’ora e per collegarsi alle luci smart di casa tramite Philips Hue, Home Assistant o Homey.
Niente monitoraggio del sonno: una scelta consapevole
Un elemento interessante è l’assenza voluta del monitoraggio del sonno. Il fondatore Peter Arvad ha spiegato a New Atlas che l’opzione era stata presa in considerazione, ma che il team ha infine deciso di non introdurla: assegnare un punteggio e trasformare il sonno in un gioco rischiava di creare un rapporto poco sano con qualcosa che dovrebbe restare naturale. La scelta è stata quella di incoraggiare abitudini migliori in modo delicato.
Habity si inserisce in una tendenza più ampia, quella del ritorno ai “dumbphone” e dei dispositivi pensati per riconquistare l’attenzione degli utenti, dai telefoni base ai flip phone che bloccano i social.
Prezzo, riconoscimenti e i primi intoppi di produzione
La sveglia Habity ha un prezzo di 995 corone danesi, ovvero circa 150 dollari USA (all’incirca 135 euro). Il progetto ha ricevuto un Monocle Design Award per il 2026. Il primo lotto è arrivato ai clienti circa un mese e mezzo fa, e gran parte dei riscontri si è concentrata sulla natura tattile del dispositivo, sui suoi suoni e sul quadrante calmo che segnala il momento di rallentare.
Il percorso non è stato del tutto privo di ostacoli. Il fondatore ammette con franchezza che alcune unità iniziali sono state spedite senza audio o senza luce funzionante – problemi di produzione che l’azienda dice di aver individuato rapidamente, sostituendo i pezzi e correggendo la successiva serie, con i riscontri degli utenti confluiti direttamente negli aggiornamenti del firmware. Per una piccola azienda che spedisce il suo primo prodotto partendo da zero, questo tipo di iterazione fa parte del gioco.
L’ambizione, del resto, resta volutamente contenuta. Il fondatore ha dichiarato che l’azienda non punta a “inventare una nuova categoria di prodotto” né a rendere il comodino simile a un’astronave: si tratta di prendere la familiare sveglia e aggiornare con discrezione ciò che c’è al suo interno.
Riuscireste a lasciare lo smartphone fuori dalla camera da letto affidandovi a una sveglia come Habity? Raccontateci le vostre abitudini serali nei commenti.































