La lunga siccità che attraversa il continente ha portato due dei principali fiumi europei a livelli mai visti prima. A Budapest, mercoledì mattina l’autorità idrica nazionale ungherese ha misurato il livello del Danubio a soli 23 centimetri, ben al di sotto del precedente minimo storico di 33 centimetri registrato nel 2018. Giovedì sera, in Italia, il Po ha toccato il suo punto più basso mai rilevato alla stazione di Cremona. Le magre eccezionali, alimentate da mesi di scarse precipitazioni e da ripetute ondate di calore, stanno paralizzando la navigazione, la produzione di energia e l’agricoltura in più Paesi.
- Il Danubio a Budapest è sceso a 23 cm, sotto il record di 33 cm del 2018.
- Il Po a Cremona ha toccato -8,59 metri, superando il minimo di -8,58 del giugno 2022.
- In Bulgaria evacuati 186 turisti da una nave da crociera arenata rimasta senza cibo e acqua.
- Reattori nucleari in Romania e Ungheria ridotti o spenti per la carenza di acqua di raffreddamento.
Fiumi in secca da mezza Europa
Il Danubio, che scorre attraverso dieci Paesi dalla Germania sud-occidentale fino al Mar Nero, si è ritirato lungo gran parte del suo corso, mettendo a nudo rocce, banchi di sabbia e vecchi relitti raramente visibili. Secondo il servizio meteorologico ungherese, negli ultimi 90 giorni le precipitazioni sono state inferiori di 80-130 millimetri rispetto alle medie pluriennali su quasi tutto il territorio nazionale. Non sono previste piogge significative e le temperature dovrebbero superare i 38 gradi in tutta la regione, con l’attesa di un ulteriore calo del livello del fiume.
In Italia la situazione è altrettanto critica. L’Autorità di bacino del fiume Po (AdbPo) ha innalzato a “alto” il livello di gravità dell’emergenza, sottolineando che oltre 100 comuni tra Piemonte e Lombardia affrontano problemi critici di approvvigionamento di acqua potabile. In diversi casi si è dovuto ricorrere per giorni alle autobotti per rifornire i serbatoi e garantire la continuità del servizio alle utenze domestiche.
Navi bloccate e reattori spenti
Il basso livello del Danubio ha costretto le navi da crociera ad attraccare molto a monte, mentre il traffico merci si è quasi fermato del tutto, secondo il ministero dei Trasporti ungherese. In Bulgaria, dove il fiume segna il confine con la Romania, la polizia ha evacuato martedì 186 turisti dalla nave Viking Ullur, arenatasi su un basso fondale vicino al porto di Vidin: i passeggeri sono rimasti senza cibo e acqua, e i 52 membri dell’equipaggio potrebbero dover restare a bordo a lungo. In Serbia, vicino a Novi Sad, centinaia di piccole imbarcazioni e decine di navi cargo sono rimaste incagliate sulla riva prosciugata.
La scarsità d’acqua sta colpendo anche la produzione di energia nucleare, che in molti Paesi utilizza l’acqua del Danubio per raffreddare i reattori.
In Romania, dove la portata era scesa a 1.630 metri cubi al secondo — circa un terzo della media di luglio — le autorità hanno spento martedì un’unità della centrale di Cernavoda per motivi di sicurezza, annunciando lo stop imminente di un’altra. In Ungheria, la centrale di Paks, che fornisce quasi metà dell’elettricità del Paese, ha iniziato a spegnere un reattore per le limitazioni all’acqua di raffreddamento.
Cosa può cambiare nelle prossime settimane
Gli esperti collegano questi eventi estremi alla crisi climatica generata dalle emissioni umane di gas serra, in primo luogo dalla combustione di combustibili fossili. Per l’AdbPo le piogge estive non bastano a risolvere il problema: “Non illudiamoci che i temporali estivi possano risolvere questi problemi profondi”, ha avvertito il segretario generale Alessandro Delpiano, ricordando che, nonostante le recenti precipitazioni, laghi e fiumi contengono meno acqua di dieci giorni prima, con forti richieste irrigue ancora da soddisfare, a cominciare dal riso.
Il letto scoperto dei fiumi può inoltre nascondere pericoli: la settimana scorsa a Budapest è stato chiuso il Ponte Margherita dopo che l’abbassamento delle acque aveva riportato alla luce una bomba della Seconda guerra mondiale alla base del pilone.
La siccità di quest’estate tocca da vicino chi vive lungo il Po e nelle regioni del Nord Italia: quali effetti stai osservando nella tua zona? Raccontaci la tua esperienza nei commenti.































