Per la prima volta Sandra Bullock ha parlato pubblicamente della morte del compagno, il fotografo Bryan Randall, scomparso il 5 agosto 2023 all’età di 57 anni a causa della sclerosi laterale amiotrofica (SLA). L’attrice ha rotto il silenzio durante un’ospitata al podcast Smartless, condotto da Jason Bateman, Sean Hayes e Will Arnett, rivelando di aver mantenuto nascosta per volontà dello stesso Randall la sua diagnosi. Al momento della morte la coppia stava insieme da otto anni. «Non mi era permesso parlarne. Questa era la richiesta e ho cercato di rispettarla», ha dichiarato Bullock, ammettendo che quel segreto l’ha profondamente isolata.
- Bryan Randall è morto il 5 agosto 2023 a 57 anni per la SLA.
- Sandra Bullock ha mantenuto segreta la diagnosi su richiesta del compagno.
- L’attrice ha detto di aver iniziato a elaborare il lutto quattro anni prima della morte di Randall.
Un segreto che ha isolato l’attrice
Randall aveva chiesto a Bullock di non rivelare la sua condizione. «So perché mi ha chiesto di non farlo», ha spiegato l’attrice, secondo cui la sorella Gesine Bullock-Prado è stata a lungo l’unica persona a conoscenza della situazione. «All’inizio ho pensato: ‘Oh, posso gestirlo. Posso stare zitta’», ha raccontato. Con il passare del tempo, però, il peso del segreto si è fatto sempre più gravoso.
La malattia, secondo quanto riferito dall’attrice, ha accompagnato circa metà della loro relazione. «La mia persona se n’è andata molto prima del corpo», ha detto Bullock. «Non credo di aver mai elaborato la cosa fino a dopo la sua scomparsa, perché sei come su un tapis-roulant». Ha aggiunto di aver cominciato a fare i conti con il lutto «quattro anni prima» della morte del compagno, avvertendo che «qualcosa era cambiato».
La cura durante la pandemia
La gestione della malattia si è intrecciata con la crescita dei figli e con l’emergenza sanitaria globale. Bullock e Randall hanno cresciuto insieme i figli Louis e Laila, oltre a Skylar, la figlia che lui aveva avuto da una precedente relazione. Prendersi cura del compagno e dei bambini nel pieno della pandemia da Covid ha rappresentato, ha detto l’attrice, «una combinazione davvero difficile». Solo in un secondo momento ha condiviso quanto stava vivendo con alcune amiche, tra cui Jennifer Aniston e Amanda, moglie di Bateman.
«La mia persona se n’è andata molto prima del corpo», ha detto Bullock, descrivendo un lutto iniziato ben prima della fine.
La SLA, o sclerosi laterale amiotrofica, è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni e conduce alla graduale perdita del controllo muscolare. Bullock ha descritto il percorso diagnostico come «un processo di eliminazione che si protrae per un anno», fatto di continue tappe, test del respiro e verifiche. «Bisogna pianificare con discrezione. E io sono molto brava a pianificare quando si tratta di malattia», ha detto l’attrice, ricordando di aver già affrontato in passato alcuni problemi di salute del padre e il tumore della madre.
Come è nata la loro storia
Bullock e Randall avrebbero iniziato a frequentarsi nel gennaio 2015, dopo che l’attrice lo aveva ingaggiato per fotografare la festa del quinto compleanno del figlio Louis. Il debutto pubblico sul red carpet risale a dieci mesi dopo, alla premiere di Our Brand is Crisis a Los Angeles. Nel raccontare la sofferenza vissuta, l’attrice ha sottolineato di non temere la malattia in sé: «Non mi spaventa. Riesco a vedere e a stare in mezzo a quasi tutto. Ma avevo due figli piccoli che dovevano affrontare tutto questo, soprattutto una bambina che vedeva Randall come una figura paterna».
Dopo la morte del fotografo, la famiglia di Randall aveva diffuso un comunicato in cui ricordava la sua volontà di mantenere privata la lotta contro la SLA: «Bryan ha scelto di tenere riservato il suo percorso con la SLA e chi si prendeva cura di lui ha fatto del proprio meglio per onorare la sua richiesta».































