«Lassù si sta facendo affollato». Con questa sintesi Bill Gray, esperto di tracciamento spaziale, riassume ciò che accadrà mercoledì: lo stadio superiore di un razzo SpaceX, ormai fuori controllo e alla deriva da oltre un anno, si schianterà contro la Luna a circa 8.700 km/h (5.400 miglia orarie), sette volte la velocità del suono. Il segmento del vettore, che poco più di un anno fa aveva portato in orbita una coppia di lander lunari, colpirà il satellite in modo del tutto involontario, scavando un cratere e sollevando una nube di polvere e frammenti. Un evento che astronomi e osservatori del cielo attendono con interesse.
- L’impatto è previsto per mercoledì vicino al cratere Einstein, sul lembo occidentale illuminato della Luna.
- La collisione libererà un’energia pari a circa tre tonnellate di tritolo.
- Sarà il secondo razzo “morto” noto a finire accidentalmente sulla superficie lunare.
Gli scienziati puntano telescopi e sonde sull’impatto
A guidare la lettura dell’evento sono soprattutto le voci degli esperti. Gray, che seguirà lo schianto dal New Brunswick, in Canada, colloca l’impatto nei pressi del cratere Einstein, sul bordo occidentale illuminato del satellite. Benjamin Fernando, del Los Alamos National Laboratory, spiega perché la scia di detriti potrà rimanere osservabile a lungo: «Sulla Luna la gravità è bassa e non c’è vento a disperdere la polvere», ha dichiarato in una email al Guardian, incoraggiando le osservazioni sia dei professionisti sia degli appassionati.
Secondo Fernando l’impatto dovrebbe scavare un cratere largo quasi 27 metri e profondo circa 5, troppo piccolo per essere visto dalla Terra ma alla portata delle sonde. Il lampo dello schianto, della durata inferiore al secondo, sarà probabilmente troppo debole per essere colto dal nostro pianeta. Il flusso di materiale espulso, invece, potrebbe estendersi per diversi chilometri nello spazio e restare visibile ai telescopi per decine di minuti.
L’interesse degli studiosi, ha spiegato Fernando, nasce dalla volontà di capire quanto gli impatti di detriti possano rappresentare un pericolo per i futuri astronauti.
Uno schianto evitabile e non del tutto senza precedenti
Gli esperti sottolineano che la collisione si sarebbe potuta evitare: sarebbe bastato correggere la traiettoria dello stadio superiore e immetterlo in un’orbita attorno al Sole. Il segmento, del peso di circa 10.000 libbre (poco più di 4,5 tonnellate), è rimasto alla deriva nello spazio dal lancio del gennaio 2025.
Non è la prima volta che un razzo “morto” finisce sul nostro satellite: nel 2022 un segmento di un vettore cinese aveva scavato una coppia di crateri sul lato nascosto della Luna. Questa volta, però, l’impatto avverrà sul lato visibile e libererà un’energia equivalente a circa tre tonnellate di tritolo. Il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA e la sonda sudcoreana Danuri raccoglieranno immagini della zona prima e dopo lo schianto.
Dove e quando osservarlo
Per chi vuole seguire l’evento, il momento migliore cade nelle prime ore del mattino secondo il fuso orario statunitense. Le zone orientali di Stati Uniti e Canada, insieme a gran parte del Sud America, avranno la visuale più favorevole. Dall’Europa, invece, l’osservazione diretta sarà penalizzata dagli orari e dalla posizione del satellite.
Perché la vicenda riguarda i futuri avamposti lunari
Sebbene lo schianto sia considerato dagli scienziati poco allarmante in sé, riporta l’attenzione su una minaccia in crescita: il numero sempre maggiore di oggetti che affollano lo spazio. La maggior parte dei detriti in orbita terrestre brucia nell’atmosfera, ma la Luna, con la sua atmosfera estremamente rarefatta, non offre alcuna protezione. Questo significa che, con la moltiplicazione dei detriti spaziali, le agenzie dovranno valutare se le loro basi lunari possano trovarsi in una potenziale zona d’impatto.
Il tema non è teorico: la NASA prevede di costruire l’Artemis Base Camp vicino al cratere Shackleton, al polo sud lunare, mentre Cina e Russia collaborano alla realizzazione di una propria base sul satellite. In prospettiva, capire come si comportano gli impatti di detriti diventa quindi un elemento di sicurezza per chi un giorno potrebbe vivere lassù.
La vicenda si inserisce inoltre nella lunga scia di frammenti lasciati da SpaceX. Nel febbraio 2025 un razzo era esploso sopra i Caraibi, disseminando detriti sulle isole Turks e Caicos: la società aveva promesso di coprire i costi della bonifica, ma il governo del territorio britannico d’oltremare non era certo di quanto sarebbe costato raccogliere tutti i frammenti e valutarne l’impatto ambientale.
Proverai a seguire l’impatto sulla Luna col telescopio o pensi che il vero problema resti la spazzatura spaziale che ci gira intorno? Diccelo nei commenti.































