Il governo italiano sta valutando la sospensione del trattato di Schengen con la Spagna dopo l’arrivo in massa di migranti nell’exclave spagnola di Ceuta, in Nord Africa, dove nel giro di poche ore migliaia di persone hanno attraversato a nuoto e via terra la frontiera con il Marocco. Lo fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, mentre il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani si dichiara “favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna”. Madrid ha deciso in serata di mobilitare l’esercito a sostegno della Guardia Civil impegnata nei controlli di frontiera. La Guardia Civil e il Soccorso Marittimo hanno recuperato almeno nove corpi di migranti annegati.
- Tra le 1.500 e le 2.000 persone sono entrate a Ceuta negli ultimi dieci giorni, a un ritmo di circa 300 al giorno.
- Il governo italiano valuta la sospensione di Schengen con la Spagna; scontro diplomatico tra Tajani e il ministro spagnolo Albares.
- Recuperati almeno nove corpi di migranti annegati; numerosi i dispersi in mare.
- Il presidente dell’enclave chiede lo stato di emergenza nazionale e l’invio dell’esercito.
Cosa cambierebbe con lo stop a Schengen
La possibile sospensione di Schengen tra Italia e Spagna rappresenterebbe una misura di forte impatto. L’accordo di Schengen garantisce la libera circolazione delle persone tra i Paesi dell’Unione europea che lo hanno sottoscritto, senza controlli sistematici alle frontiere interne. Una sospensione comporterebbe il ripristino dei controlli di identità e documenti per chi si muove tra i due Paesi. Per un lettore italiano significherebbe, in concreto, l’eventuale reintroduzione di verifiche ai valichi e negli spostamenti tra le due nazioni.
“L’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale”, ha dichiarato Tajani, esprimendo “piena fiducia” nell’operato del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Lo scontro diplomatico tra Roma e Madrid
Le parole di Tajani hanno provocato una dura reazione del governo spagnolo. Il titolare della diplomazia italiana ha collegato le immagini di Ceuta alla scelta di Madrid di concedere la cittadinanza spagnola, e dunque europea, a oltre 500mila immigrati irregolari, definendola “profondamente sbagliata” e capace di incentivare il traffico di esseri umani. Il suo omologo José Manuel Albares ha replicato bollando quelle affermazioni come “indegne per un ministro degli Esteri di un Paese partner e amico, da cui ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia partitica”, e ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore italiano.
Come si è sviluppata l’ondata di arrivi
Per giorni droni, sistemi laser e motovedette della Guardia Civil avevano inseguito nel buio giovani, molti minorenni, che tentavano di raggiungere a nuoto la costa spagnola aggirando la scogliera frangiflutti del Tarajal. La situazione è poi degenerata improvvisamente, con migliaia di persone riversatesi verso l’enclave alla luce del giorno, correndo verso la doppia barriera di confine. I video girati sulla spiaggia del Tarajal mostrano folle che aggirano i frangiflutti e corrono lungo strade e colline. Tra gli arrivati soprattutto giovani uomini, ma anche donne, bambini e persone disabili. Secondo alcuni testimoni, migranti hanno gridato “Viva España!” mentre entravano nel territorio.
Le autorità spagnole non hanno fornito stime ufficiali del numero complessivo di ingressi. Secondo la corrispondente della televisione pubblica Tve, “la valanga umana raggiunge già i 5 chilometri alla frontiera”. Un portavoce della Guardia Civil ha spiegato a Reuters: “È stato un lento stillicidio dopo la sentenza della Corte suprema, ma oggi è stata un’esplosione”.
Il precedente del maggio 2021
Le scene hanno riportato alla memoria la crisi del maggio 2021, quando oltre 8.000 persone entrarono a Ceuta in appena 48 ore, provocando una grave crisi umanitaria e diplomatica con Rabat. Ceuta, insieme all’altra città autonoma spagnola di Melilla, costituisce l’unica frontiera terrestre dell’Unione europea con l’Africa, e a entrambe si applicano norme speciali del Codice Frontiere Schengen, con controlli di identità e documenti al momento della partenza verso la Spagna peninsulare o altri Paesi Schengen.
Il presidente del governo regionale, Juan Jesús Vivas, è stato il primo a lanciare l’allarme, denunciando l’arrivo di 1.500-2.000 persone in dieci giorni, pari a circa il 2% della popolazione dell’enclave. “Siamo di fronte a un’assoluta emergenza umanitaria e sociale”, ha ripetuto, chiedendo a Madrid di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, istituire un comando unico e schierare l’esercito. Secondo Vivas, circa 700 sono minori non accompagnati sotto tutela dell’autorità locale, mentre oltre mille persone attendono di entrare nel Centro di permanenza temporanea, la cui capacità è di circa 500 posti. L’Assemblea di Ceuta ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che sollecita la chiusura temporanea della frontiera con il Marocco.
La posizione del governo di Madrid
Il ministero dell’Interno spagnolo ha respinto la richiesta di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, spiegando che la normativa sulla Protezione civile non consente di attivare tale meccanismo per i flussi migratori, ma solo in caso di calamità naturali o rischi tecnologici. L’esecutivo ha comunque promesso risorse aggiuntive e ha attribuito la responsabilità alle reti di trafficanti che sfrutterebbero la recente sentenza del Tribunale Supremo. All’inizio del mese, la Corte ha stabilito che i migranti intercettati in mare mentre tentano di raggiungere Ceuta o Melilla non possono essere respinti verso il Marocco. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska è atteso a Ceuta venerdì per valutare la situazione, mentre — secondo Madrid — Rabat sta cooperando “in modo leale e permanente”.
Tra i residenti dell’enclave prevale l’inquietudine: “Ci sentiamo abbandonati, senza protezione. Migliaia di migranti sono in strada e vagano senza sapere dove andare”, raccontano. “Siamo preoccupati per noi, ma anche per loro, molti arrivano feriti per le traversate a nuoto”.
La sospensione di Schengen con la Spagna è una risposta proporzionata alla crisi di Ceuta o un errore diplomatico? Diteci come la pensate nei commenti.































