La premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno effettuato lunedì un sopralluogo in Val di Susa, nel Torinese, per valutare i danni ed esprimere solidarietà alle forze dell’ordine dopo gli assalti di sabato pomeriggio ai cantieri della futura linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. I due sono atterrati all’aeroporto di Torino Caselle, per poi raggiungere in elicottero il cantiere di Chiomonte, il più grande della valle e quello che ha subito i danni maggiori. Ad attenderli il capo della polizia Vittorio Pisani, il questore di Torino Massimo Gambino e il prefetto Donato Cafagna. Sono 126 gli agenti feriti e oltre 400 le persone identificate.
- Quattro antagonisti stranieri fermati, probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero.
- 126 feriti tra poliziotti, carabinieri e militari della Guardia di finanza.
- Telt stima circa un milione di euro di danni al solo cantiere di Chiomonte.
- La Procura di Torino ipotizza al momento il reato di devastazione.
Il festival No Tav e l’escalation di sabato
Le violenze sono divampate nell’ambito del Festival dell’Alta Felicità, la manifestazione promossa dal movimento No Tav e giunta quest’anno alla decima edizione. Gli attacchi hanno interessato più cantieri della Torino-Lione — Salbertrand, Chiomonte, Susa nella frazione Traduerivi e San Didero — ma la situazione più critica si è registrata a Chiomonte. In un post sui social, il movimento ha rivendicato quella di sabato come una “grande giornata di lotta per la Val di Susa”.
La Torino-Lione è l’opera ferroviaria ad alta velocità che collega il capoluogo piemontese con la Francia, la cui realizzazione e gestione è affidata a Telt, società italo-francese. Il progetto è da anni al centro delle proteste del movimento No Tav, radicato sul territorio valsusino.
Cantiere devastato e bombole esplose a Chiomonte
Secondo quanto riferito da Telt, al momento dell’attacco erano presenti una decina di operai, subito allontanati e messi in salvo. A seguito dell’assalto sono andati completamente distrutti gli uffici di cantiere dell’impresa, due piani di container con le dotazioni, un container adibito a magazzino, un’officina e un hangar con attrezzature di grandi dimensioni, un impianto di videosorveglianza, un pick-up e alcune auto di cantiere, diverse recinzioni e il centro visitatori con il materiale espositivo.
Nel cantiere erano presenti anche alcune bombole di acetilene, esplose dopo che tutti erano riusciti ad allontanarsi dall’area.
Le forze dell’ordine hanno sequestrato materiale esplosivo, bottiglie molotov, maschere antigas, ordigni artigianali, caschi e passamontagna utilizzati dagli incappucciati durante la protesta. Restano ancora da valutare le tempistiche per la rimozione dei detriti e il ripristino degli spazi di lavoro e dei servizi in galleria.
Meloni: “Non è dissenso, è violenza organizzata”
Durante il sopralluogo, in un video registrato sul posto, la premier ha parlato di “violenza organizzata, premeditata”, sottolineando che “la scena che si vede alle nostre spalle non è una zona di guerra, è la scena di una presunta protesta”. “Faremo tutto il possibile per assicurare queste persone alla giustizia”, ha aggiunto, richiamando magistratura e investigatori a fare il massimo perché “uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere”.
Sul fronte politico, il ministro dell’Interno ha denunciato una “internazionale della violenza”, ribadendo che “attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato”. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di attacchi “premeditati e organizzati a livello internazionale”, definendo l’Italia “bersaglio di una rete internazionale che comprende attivisti violenti provenienti da tutta Europa”. Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha commentato le polemiche, definendo le violenze “un atto criminale”.
Le indagini e i quattro fermati
Nelle ore successive agli scontri, gli investigatori della polizia di Stato della Questura di Torino hanno fermato quattro antagonisti di nazionalità straniera, ritenuti probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero. Le loro posizioni sono al vaglio degli inquirenti e al momento non si conoscono le accuse. Tra le persone identificate — 436 secondo il bilancio riportato — figurano attivisti provenienti da Francia, Germania, Belgio; secondo quanto ricostruito, al cantiere di Chiomonte erano presenti anche antagonisti spagnoli, francesi e britannici.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano al momento il reato di devastazione, ma non si esclude che ai singoli possano essere contestati successivamente anche altri reati. L’obiettivo principale degli inquirenti è l’identificazione entro 48 ore dai fatti, tempo tecnico necessario per l’arresto in flagranza differita.
Controlli rafforzati intorno al campeggio
Dalla mattina sono in corso controlli rafforzati delle forze dell’ordine sull’intera rete stradale della Val di Susa e nelle aree limitrofe al campeggio del Festival dell’Alta Felicità, dove secondo quanto si apprende sarebbero ancora presenti circa un migliaio di persone. Gli investigatori non escludono che tra i partecipanti al presidio possano esserci anche antagonisti che hanno preso parte alle violenze.
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