ABC, il network televisivo di proprietà di Disney, ha chiesto formalmente alla Federal Communications Commission (FCC) di respingere le petizioni che invocano il mancato rinnovo delle licenze di trasmissione delle sue otto emittenti di proprietà. In un documento depositato il 29 luglio e reso pubblico giovedì, i legali del network hanno definito il procedimento accelerato voluto dall’agenzia “straordinario e senza precedenti”, accusando la FCC guidata dal presidente Brendan Carr di condurre una “campagna di ritorsione” contro l’emittente per la sua copertura giornalistica sgradita al presidente Donald Trump. Il caso ha acceso un ampio dibattito negli Stati Uniti sulla libertà di stampa tutelata dal Primo Emendamento.
- La FCC ha ordinato ad aprile il rinnovo anticipato delle licenze delle otto emittenti ABC, in scadenza solo nel 2028.
- ABC sostiene che la mossa sia una ritorsione per la sua linea editoriale sgradita a Trump.
- Oltre 153.000 commenti sono stati depositati, in larga maggioranza a favore del rinnovo.
- Il network ha ingaggiato una squadra legale di primo piano, tra cui la veterana Beth Wilkinson.
Un procedimento che l’emittente definisce senza precedenti nella storia della FCC
Al centro della vicenda c’è la decisione della FCC di richiamare in anticipo le licenze delle otto stazioni televisive di proprietà di ABC. Le licenze non sarebbero scadute prima dell’ottobre 2028, ma ad aprile il presidente dell’agenzia Brendan Carr — nominato da Trump — ha ordinato una revisione anticipata, un provvedimento che, secondo ABC, l’agenzia non adottava da oltre 50 anni.
“Per la prima volta nella storia, la Federal Communications Commission ha ordinato a un intero gruppo di emittenti televisive locali di proprietà comune con un network televisivo di sottoporsi contemporaneamente a procedimenti di rinnovo delle licenze molto prima della loro scadenza”, si legge nel documento del network. “Questo rende questi procedimenti straordinari e senza precedenti.”
Ufficialmente, la FCC ha giustificato la decisione con un’indagine sulle politiche di diversità, equità e inclusione (DEI) di Disney e ABC, sospettate di configurare una discriminazione illegittima. Ma il network ha sottolineato la coincidenza temporale: l’ordine è arrivato un giorno dopo che Trump aveva chiesto il licenziamento del conduttore del late-night Jimmy Kimmel per una battuta fatta nel suo programma.
Perché la vicenda va oltre ABC
Per comprendere la posta in gioco, occorre ricordare cosa rappresenta la FCC: è l’agenzia federale statunitense che regola le comunicazioni e rilascia le licenze alle emittenti radiotelevisive, che devono operare “nel pubblico interesse”. Il mancato rinnovo di una licenza — ciò che ABC ha definito la “pena di morte” per un’emittente — è la sanzione più estrema a disposizione dell’agenzia, che dispone di rimedi graduali ben meno drastici.
“La ritorsione contro ABC è un segnale per ogni azienda mediatica del Paese: assecondate la visione dell’amministrazione su come dovrebbe essere la copertura giornalistica, o pagatene il prezzo”, ha scritto la squadra legale del network.
Secondo ABC, l’obiettivo dell’intera manovra sarebbe quello di ottenere “un’industria mediatica troppo timorosa di rappresaglie ufficiali per riferire liberamente le notizie”. Il network sostiene di aver soddisfatto agevolmente lo standard richiesto per il rinnovo e che la FCC, dopo 18 mesi di indagini, non avrebbe trovato alcuna violazione.
La disputa si inserisce in un quadro più ampio di tensioni tra l’amministrazione Trump e i mezzi di informazione. Il presidente ha in corso azioni legali contro diverse testate, mentre critici della libertà di stampa segnalano un ricorso ripetuto a strumenti regolatori come mezzo di pressione. Nel caso specifico, Trump ha più volte invocato pubblicamente la revoca delle licenze di ABC per la sua copertura, tra cui a novembre dopo una domanda critica rivolta da un corrispondente al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.
Sostegno pubblico e battaglia legale in arrivo
ABC ha reagito lanciando una campagna pubblicitaria on-air per invitare gli spettatori a intervenire presso la FCC, avvertendo che l’agenzia “mette in discussione il nostro impegno verso la comunità”. Il procedimento ha raccolto oltre 153.000 commenti. Secondo il network, un’analisi condotta con strumenti di intelligenza artificiale — tra cui Claude di Anthropic e Codex di OpenAI, con revisori umani a controllare un campione casuale — indica che circa l’86% dei commenti sostiene il rinnovo delle licenze e un ulteriore 10% si oppone all’operato della FCC.
Tra i sostenitori figurano gruppi comunitari, organizzazioni per la libertà di stampa, ex presidenti e alti funzionari della FCC di entrambi gli schieramenti, oltre a organizzazioni conservatrici e liberiste come Americans for Tax Reform.
Il network si è preparato a un possibile scontro giudiziario ingaggiando la veterana del contenzioso Beth Wilkinson, che assiste anche Paramount e Nexstar. Il team legale di Disney è guidato da Horacio Gutierrez e comprende Paul Clement, ex procuratore generale, e Jennifer Tatel.
Parallelamente, la FCC ha avviato un procedimento separato sul programma The View, sostenendo che non sarebbe una trasmissione giornalistica “in buona fede” e dunque non esente dalle regole sulle pari opportunità. Secondo ABC, l’agenzia sembrerebbe ora orientata a imporre al programma di garantire pari opportunità a tutti i candidati politici legalmente qualificati, un’inversione rispetto a decenni di precedenti.
La decisione finale spetta ora alla FCC: il presidente Carr non ha indicato quando l’agenzia si pronuncerà. ABC ha chiesto di respingere le petizioni o, in alternativa, di archiviare i procedimenti di rinnovo anticipato come prematuri e ingiustificati.
Ritenete che la richiesta di rinnovo anticipato delle licenze sia una legittima azione regolatoria o una pressione sulla libertà di stampa? Diteci la vostra opinione nei commenti.































