A tre anni dalla rimozione dal Google Play Store, l’app di messaggistica Sunbird è di nuovo disponibile per il download. Lo strumento consente agli utenti Android di partecipare alle conversazioni e alle chat di gruppo di iMessage, il servizio di Apple, ottenendo anche le tanto discusse “bolle blu”, le reazioni e i video ad alta qualità. Il ritorno è stato annunciato dalla stessa azienda ad agosto 2026. L’app è gratuita da installare ma richiede un abbonamento di 2,99 dollari al mese (circa 2,75 euro), con una prova gratuita di 14 giorni disponibile per i nuovi utenti.
- Sunbird torna sul Play Store dopo lo stop del 2023 dovuto a gravi vulnerabilità di sicurezza.
- L’app fa apparire i messaggi Android come “bolle blu” all’interno di iMessage.
- Costo di 2,99 dollari al mese (circa 2,75 euro), oppure 24 dollari l’anno (circa 22 euro), con 14 giorni di prova gratuita.
- Sono previste future integrazioni con WhatsApp e Facebook Messenger e nuovi strumenti di intelligenza artificiale.
Il precedente: 630.000 file esposti e la chiusura del 2023
La storia di Sunbird non è priva di ombre. Nel 2023 il servizio fu chiuso a causa di gravi problemi di sicurezza: gli utenti scoprirono che era possibile sfruttare vulnerabilità nel sistema di crittografia per accedere a messaggi privati. La testata 9to5Google riuscì a raggiungere in questo modo oltre 630.000 file. Fu proprio quella falla a determinare la scomparsa dell’app dal negozio digitale di Google.
Nel frattempo lo scenario della messaggistica è cambiato. Con l’adozione da parte di Apple del protocollo RCS nel 2024, molte delle vecchie barriere tra i due mondi sono cadute: oggi un utente iPhone che scrive a un utente Android vede gli indicatori di digitazione, le conferme di lettura e i contenuti multimediali ad alta risoluzione. Resta però la questione, più estetica che tecnica, del colore: le bolle dei messaggi degli utenti Android restano verdi, segnalando la loro presenza in una conversazione altrimenti “blu”.
Come funziona e cosa promette sulla sicurezza
Sunbird colma questo divario collegando il dispositivo Android a un server remoto che lo registra con un Apple ID, autenticandolo come se fosse un Mac o un nodo hardware autorizzato. Il risultato sono le bolle blu e la promessa di risolvere eventuali problemi residui di integrazione, come le reazioni e le risposte che gli utenti Android possono ancora “rompere” nelle chat di gruppo.
Sul fronte più delicato, quello della privacy, l’azienda assicura di aver corretto i difetti del passato. Secondo quanto dichiarato, i messaggi vengono cifrati sul telefono con crittografia AES-256 prima di lasciarlo, protetti in transito su connessioni con certificate pinning e cifrati a riposo sul dispositivo. L’amministratore delegato Danny Mizrahi ha spiegato che la password dell’Apple ID viene usata una sola volta per configurare la sessione e poi distrutta, senza conservare token di autenticazione. I contenuti multimediali, ha aggiunto la società, vengono cancellati “tipicamente entro 48 ore e mai oltre le 72”. Mizrahi ha inoltre riferito che una società indipendente di auditing ha testato l’app ricostruita senza rilevare vulnerabilità critiche.
Sunbird sostiene inoltre di non modificare, intercettare o indebolire mai la crittografia end-to-end di iMessage sull’ultimo tratto verso l’iPhone.
Cosa arriverà: WhatsApp, Messenger e assistenti AI
Guardando avanti, la piattaforma consente già di accedere a Google Messages e agli SMS, mentre l’integrazione con WhatsApp e Facebook Messenger è annunciata per la fine dell’anno. Sono in arrivo anche strumenti di intelligenza artificiale: una funzione chiamata Catch Me Up per riassumere le conversazioni e un assistente in grado di compiere azioni semplici, come redigere una risposta o spostare una chat. L’azienda assicura che questi strumenti sono progettati in modo che “i messaggi dell’utente restino privati”.
A sostegno della propria proposta commerciale, Sunbird cita un sondaggio secondo cui il 30% degli utenti Android avrebbe considerato di passare a un iPhone per via di “pressioni e derisioni”, mentre quasi un quarto degli utenti iPhone non uscirebbe con chi possiede un dispositivo Android.
Le bolle blu contano ancora qualcosa per voi, o con l’arrivo di RCS la questione è ormai superata? Paghereste un abbonamento mensile per un servizio che, in passato, ha già esposto i messaggi privati degli utenti? Diteci la vostra.































