Sostenere l’allattamento al seno non dovrebbe limitarsi a incoraggiare le donne a farlo, ma offrire un’assistenza personalizzata, empatica e culturalmente sensibile. È la conclusione di una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Women and Birth in occasione della Settimana mondiale dell’allattamento. Guidata dalla professoressa Elaine Burns della Western Sydney University e dalla professoressa Gill Thomson della University of Lancashire, l’analisi passa in rassegna i più recenti studi sul tema e sostiene che, pur comprendendo i benefici dell’allattamento e volendo allattare, molte donne non ricevono ancora il supporto mirato di cui avrebbero bisogno per raggiungere i propri obiettivi.
- Il commento ha esaminato 41 studi sull’allattamento pubblicati su Women and Birth tra il 2020 e il 2025.
- Da 12 di questi emergono nuove indicazioni sulle barriere fisiche, psicologiche, sociali e culturali che le donne affrontano.
- Gli autori chiedono cure personalizzate, continuità assistenziale e sostegno culturalmente appropriato, soprattutto nelle prime sei settimane dopo il parto.
Cosa dice la ricerca sulle difficoltà delle madri
Gli autori hanno analizzato 41 lavori scientifici, concentrandosi su 12 studi che offrono nuove chiavi di lettura sugli ostacoli complessi che le donne incontrano durante la gravidanza e nelle prime settimane dopo la nascita. Le difficoltà spaziano su più piani — fisiologico, psicologico, sociale e culturale — a dimostrazione che un sostegno efficace deve rispecchiare l’esperienza individuale di ciascuna donna, senza adottare un approccio uniforme e uguale per tutte.
Tra i fattori che possono impedire di raggiungere gli obiettivi di allattamento, la ricerca cita le complicazioni dopo il parto, la risposta di avversione all’allattamento, precedenti interventi di chirurgia bariatrica, i timori legati alla produzione di latte e i consigli contraddittori da parte del personale sanitario. Anche le credenze culturali, l’influenza della famiglia e l’assenza di un’educazione prenatale realistica incidono sull’esperienza e sulla fiducia delle donne.
Perché il tema riguarda l’organizzazione dei servizi materni
Il punto centrale del lavoro è che la sola promozione dell’allattamento non è sufficiente. Gli autori invitano i servizi per la maternità a dare priorità al sostegno personalizzato, alla continuità delle cure e a una guida culturalmente adeguata, in particolare nelle prime, delicate sei settimane dopo la nascita. Si tratta della fase in cui l’allattamento viene avviato e consolidato, e in cui il sostegno può fare la differenza.
Mettere al centro i bisogni individuali delle donne, sostengono i ricercatori, può ridurre le disuguaglianze in salute e migliorare gli esiti per madri, neonati e famiglie.
Per il lettore italiano, il richiamo è a un modello di assistenza in cui le ostetriche svolgono un ruolo chiave nell’accompagnare le madri. Rafforzare la formazione dei professionisti sanitari, potenziare il sostegno tra pari e coinvolgere le famiglie nelle scelte sull’alimentazione del neonato vengono indicati come le principali leve per ridisegnare i futuri modelli di cura.
Le indicazioni per il futuro dell’assistenza
«Le ostetriche sono il gruppo di professionisti sanitari fondamentale nel sostenere le donne ad avviare e consolidare l’allattamento», ha dichiarato Burns, professoressa di ostetricia alla Western Sydney University. «Il sostegno all’allattamento richiede cure empatiche, centrate sulla donna e culturalmente sicure, adattate alle circostanze fisiologiche, psicologiche, sociali e culturali di ciascuna.» Secondo la studiosa, ciò comprende un’educazione prenatale realistica, il coinvolgimento della famiglia e della comunità, la continuità dell’assistenza oltre il parto e l’accesso a cure per le prime sei settimane e oltre.
«Sebbene i benefici dell’allattamento siano ben consolidati, la nostra analisi mostra che la sola promozione non basta», ha aggiunto Thomson, professoressa di salute perinatale alla University of Lancashire. «Le donne spesso capiscono perché l’allattamento è importante, ma incontrano comunque sfide fisiche, emotive e culturali complesse. Il futuro del sostegno sta nel riconoscere che l’esperienza di ogni donna è diversa e nel garantire cure personalizzate, empatiche e attente alla sua situazione individuale.»
Hai vissuto in prima persona il percorso dell’allattamento? Raccontaci quale tipo di sostegno hai ricevuto e cosa avresti voluto trovare.































