C’è un filo che lega la scomparsa del dj francese Kavinsky anche all’immaginario italiano: il suo secondo album, «Reborn», nasceva – per sua stessa ammissione – dalla suggestione dei videogiochi anni Ottanta, dei polizieschi come «Miami Vice» e dei film di Dario Argento. Il produttore ed ex attore, nome d’arte di Vincent Belorgey, è stato trovato morto martedì sera nella sua abitazione nel diciottesimo arrondissement di Parigi. Aveva 50 anni. Diventato celebre in tutto il mondo con il brano «Nightcall», colonna sonora del film «Drive» con Ryan Gosling, la sua musica sospesa tra nostalgia e ritmo elettronico ha attraversato un’intera generazione. La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause del decesso.
- Kavinsky, all’anagrafe Vincent Belorgey, è stato trovato senza vita nella sua casa parigina martedì sera.
- La procura di Parigi ha aperto un’indagine: i primi soccorritori non hanno rilevato «alcun elemento sospetto».
- Tra le ipotesi al vaglio anche quella di un ictus: nei giorni precedenti l’artista si era lamentato di forti mal di testa.
A dare l’allarme è stato un vicino di casa, preoccupato di non vedere né sentire più il musicista. Secondo quanto riportato da Le Figaro, il corpo senza vita è stato ritrovato intorno alle 22:30. Sul posto sono intervenuti i soccorsi, che hanno constatato il decesso. «Un’indagine sulle cause della morte è stata aperta per determinare le circostanze del decesso, poiché i primi soccorritori non hanno riscontrato alcun elemento sospetto sul posto», ha comunicato la procura parigina.
L’ipotesi dell’ictus resta al vaglio degli inquirenti
Una fonte vicina all’inchiesta, citata dalla stampa francese, ha riferito che nei giorni precedenti l’artista aveva lamentato forti mal di testa. Secondo una fonte di polizia, tra le possibili cause del decesso figurerebbe un ictus. Al momento si tratta soltanto di ipotesi, che le indagini in corso dovranno confermare o smentire. Belorgey avrebbe compiuto 51 anni venerdì 31 luglio.
Da protagonista della French Touch al culto internazionale
Nato nel 1975, Kavinsky è stato uno dei principali esponenti della cosiddetta French Touch, il movimento di musica elettronica che dalla Francia ha conquistato il mondo tra gli anni Novanta e Duemila. Prima di dedicarsi alla musica aveva lavorato come attore, apparendo in alcuni film del regista e amico Quentin Dupieux, tra cui «Steak» (2007), pellicola che ospitava anche le sue composizioni.
La sua carriera prende forma a metà degli anni Duemila con l’etichetta Record Makers e con gli EP «Teddy Boy», «1986» e «Nightcall». Il personaggio di Kavinsky è una vera e propria invenzione artistica: un misterioso pilota tornato dall’aldilà dopo un incidente mortale a bordo di una Ferrari. «È un personaggio che ho creato perché mettere semplicemente la mia faccia sulla copertina di un disco non fa per me», raccontava lo stesso Belorgey in un’intervista del 2007.
La svolta è arrivata con «Nightcall», hit synth-wave dall’atmosfera cupa e dal tempo rallentato, prodotta insieme a Guy-Manuel de Homem-Christo dei Daft Punk.
Il brano, pubblicato nel 2010, esplose l’anno successivo quando Nicolas Winding Refn lo scelse per l’apertura di «Drive», con Ryan Gosling nei panni di uno stuntman di Hollywood che di notte fa l’autista per le rapine. Da allora «Nightcall» è diventato uno dei pezzi elettronici simbolo del decennio. Nel corso della carriera Kavinsky ha pubblicato due album, «OutRun» nel 2013 e «Reborn» nel 2022, contribuendo a diffondere ben oltre i confini francesi il genere synthwave, dalle sonorità retrò e cinematografiche.
Il ritorno sotto i riflettori con le Olimpiadi di Parigi
Nell’estate del 2024 l’artista era tornato al centro della scena mondiale, interpretando «Nightcall» accanto alla cantante belga Angèle e ai Phoenix durante la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Parigi, davanti a un pubblico globale. Una performance che, oltre un decennio dopo l’uscita di «Drive», ha riportato il brano all’attenzione di nuove generazioni.
La notizia della scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio in Francia. Il presidente Emmanuel Macron gli ha reso omaggio su Instagram con le parole «Orgoglio francese per sempre». La ministra della Cultura Catherine Pégard ha ricordato l’artista sui social: «La Francia perde una delle sue voci più singolari. Da Drive alle Olimpiadi di Parigi, il mondo intero ha vibrato sulle note di Nightcall. Al tempo stesso ballabile e nostalgica, la sua musica continuerà ad attraversare le generazioni e i confini».
Tra le sue apparizioni più recenti figura anche un cameo nel film francese originale Netflix «Banger», al fianco di Vincent Cassel.































