«Stiamo facendo le analisi per accertare che si tratti di difterite. Gli esiti si avranno più tardi». Con queste parole l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso ha commentato la morte di una bambina di quattro anni, deceduta la notte scorsa in un ospedale di Palermo per una sospetta difterite. La piccola, residente nel quartiere Zen del capoluogo siciliano, non era stata vaccinata per scelta dei genitori. La salma è stata sequestrata dalla Procura, che ha disposto l’autopsia e aperto un’inchiesta per chiarire perché la bambina non fosse stata sottoposta alla vaccinazione obbligatoria e se le procedure ospedaliere siano state corrette.
- Una bambina di 4 anni non vaccinata è morta a Palermo per una sospetta difterite.
- I genitori temevano che il vaccino provocasse l’autismo, riscontrato in un parente.
- La Procura ha sequestrato la salma e le cartelle cliniche e disposto l’autopsia.
L’ultimo caso di difterite mortale in Italia risale al 1991: una malattia diventata rarissima grazie alla vaccinazione è tornata a uccidere.
La paura dei genitori: «Abbiamo un parente autistico»
Al centro della vicenda c’è la scelta della famiglia di non vaccinare la figlia. Secondo quanto riferito ai medici, i genitori erano convinti che l’autismo di un parente fosse stato provocato dal vaccino trivalente. Una convinzione priva di qualsiasi fondamento scientifico: nessuno studio ha mai accertato un nesso causale tra vaccini e autismo. Il presunto legame nacque da una ricerca pubblicata alla fine degli anni Novanta, poi ritirata per gravi irregolarità, e le numerose indagini condotte successivamente non hanno mai confermato quell’associazione.
La vaccinazione contro la difterite rientra tra quelle obbligatorie ed è inclusa nell’esavalente previsto dal calendario vaccinale italiano nei primi mesi di vita, con successivi richiami. La prima dose viene somministrata a partire dal terzo mese. Dagli accertamenti, secondo quanto ricostruito, è emerso che il fratellino della bambina aveva invece ricevuto la prima dose.
Il ricovero, le dimissioni e il rapido peggioramento
La bambina era arrivata in ospedale una prima volta giovedì scorso con febbre, vomito e inappetenza. Dopo i primi esami era stata dimessa con una diagnosi di tonsillite e i genitori erano stati invitati a tornare subito in pronto soccorso in caso di problemi. Due giorni dopo, sabato, la temperatura corporea restava alta nonostante i farmaci. Ricoverata all’ospedale Cervello in condizioni ormai gravissime, è stata intubata, ma il quadro clinico ha continuato a peggiorare.
È stata quindi trasferita in terapia intensiva pediatrica. I medici hanno tentato ogni intervento possibile: la piccola è stata collegata all’Ecmo, il sistema di circolazione extracorporea utilizzato quando cuore e polmoni non riescono più a garantire le funzioni vitali, e sottoposta a emodialisi nel tentativo di eliminare dal sangue la potente tossina prodotta dal batterio. Ogni sforzo è risultato vano: la bambina è morta per insufficienza multiorgano.
L’inchiesta della Procura e l’acquisizione delle cartelle
Il caso è stato segnalato dall’ospedale alla Procura di Palermo, che ha disposto l’autopsia presso l’Istituto di medicina legale del Policlinico e delegato ai carabinieri l’acquisizione delle cartelle cliniche per ricostruire l’accaduto e chiarire eventuali responsabilità. L’indagine punta anche a comprendere perché la piccola non fosse stata vaccinata.
Che cos’è la difterite e perché la copertura vaccinale conta
La difterite, come ricorda l’Istituto superiore di sanità, è un’infezione batterica grave e contagiosa, provocata dalla tossina prodotta dal Corynebacterium diphtheriae. Può causare una caratteristica membrana nelle vie respiratorie, rendere difficoltosa la respirazione e, nei casi più gravi, danneggiare cuore e sistema nervoso. La vaccinazione rappresenta lo strumento fondamentale di prevenzione.
Il significato del caso di Palermo va oltre la singola tragedia. Quando la copertura vaccinale è elevata, le malattie prevenibili incontrano molte più difficoltà a circolare, e anche chi non può essere vaccinato per particolari condizioni mediche beneficia indirettamente della protezione della comunità. L’Iss continua a indicare le vaccinazioni come uno degli strumenti più efficaci di sanità pubblica, sottolineando che proteggono da tempo persone, famiglie e comunità dalle malattie infettive e dalle loro complicanze.































