La guerra a lunga distanza tra Russia e Ucraina ha vissuto una nuova, drammatica accelerazione nella notte tra sabato e domenica, quando Kiev ha scagliato una delle più massicce offensive aeree dall’inizio del conflitto contro il territorio russo, con centinaia di droni diretti verso la regione di Mosca. Mentre la capitale russa era sotto attacco, l’esercito di Vladimir Putin rispondeva colpendo Kiev e altre città ucraine. Il bilancio complessivo nei due Paesi è di almeno dodici morti. Nel pieno dell’escalation, un caccia spagnolo impegnato nella missione di polizia aerea della Nato ha abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Romania, portando ancora una volta il conflitto direttamente sul fianco orientale dell’Alleanza.
- Il ministero della Difesa russo sostiene di aver abbattuto circa 1.500 droni ucraini sull’intero territorio nazionale in una sola notte.
- Un F-18 spagnolo in missione Nato ha distrutto un drone sopra la contea di Galati, in Romania: secondo l’Alleanza “sembra essere russo”.
- Nei raid russi sull’Ucraina colpita l’acciaieria ArcelorMittal di Kryvyi Rih e il mercato dei libri di Pochaina a Kiev.
Un’escalation preparata da mesi lungo i confini
L’ondata di attacchi arriva in una fase in cui i combattimenti sulla linea del fronte sono quasi fermi e i negoziati sostenuti da Washington risultano congelati. In assenza di movimenti sul terreno, i due contendenti hanno intensificato in modo marcato i bombardamenti a distanza, spingendo il numero delle vittime civili ai livelli più alti dai primi mesi di guerra del 2022: solo a luglio, secondo un conteggio delle Nazioni Unite, in Ucraina sono stati uccisi 437 civili, il dato mensile più elevato dal maggio 2022, mentre le autorità russe hanno riferito 79 civili uccisi sul proprio territorio.
Mosca, in particolare, ha potenziato l’uso di missili balistici difficili da intercettare, sfruttando la carenza di sistemi di difesa aerea ucraini dopo che il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha messo sotto pressione le forniture globali. Sul versante opposto, un’inchiesta del Telegraph sostiene che la Russia abbia costruito o ampliato almeno dieci basi militari progettate per il lancio massiccio di droni di ultima generazione lungo i confini con Ucraina e Bielorussia. Analizzando immagini satellitari e dati della società DroneSec, gli analisti avrebbero individuato 59 rampe di lancio meccaniche, di cui almeno 20 destinate ai più recenti droni a lungo raggio a propulsione a reazione.
La notte degli attacchi incrociati
Il sindaco di Mosca, Serghei Sobyanin, ha riferito che circa 600 droni erano diretti verso la regione della capitale e che 201 sono stati distrutti nell’area; tre persone sono rimaste ferite all’interno del raccordo anulare MKAD. Il governatore della regione di Mosca, Andrei Vorobyov, ha parlato di “una delle più massicce” offensive degli ultimi anni. Il bilancio più grave in Russia è stato registrato nella regione meridionale di Rostov, con cinque morti; un’altra vittima è stata segnalata nella regione della capitale, dove un drone ha colpito l’abitazione di un uomo di 83 anni.
A Podolsk, a sud di Mosca, è stato nuovamente colpito un magazzino di Wildberries, il maggiore gruppo russo dell’e-commerce, considerato l'”Amazon russa”. Kiev accusa l’azienda di contribuire alla logistica militare del Cremlino, fornendo componenti per i droni ed equipaggiamenti ai soldati, e afferma di aver messo fuori uso sette dei suoi dieci centri logistici. Incendi anche in un deposito farmaceutico a Domodedovo, mentre le forze ucraine hanno rivendicato di aver colpito nella regione di Rostov un impianto per la produzione di carburante per missili.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha spiegato che gli attacchi ai depositi e alle raffinerie mirano a minare l’economia di guerra russa.
Contemporaneamente la Russia ha bersagliato diverse regioni ucraine. Due persone sono morte e quattordici sono rimaste ferite nel bombardamento dell’acciaieria ArcelorMittal di Kryvyi Rih, città natale di Zelensky, dove la produzione è stata parzialmente sospesa. Altre due vittime nella regione di Zaporizhzhia e una nella regione di Sumy. A Kiev missili e droni hanno provocato incendi e feriti, e le fiamme hanno devastato il popolare mercato dei libri di Pochaina, noto per le bancarelle di volumi rari e antichi.
Il drone abbattuto in Romania riporta la guerra sul confine Nato
Poco dopo le 5 del mattino ora locale, un F-18 spagnolo che operava sotto comando Nato ha intercettato e distrutto un drone entrato nello spazio aereo romeno dalla Moldavia, in prossimità del confine ucraino. I detriti sono caduti in un’area disabitata della contea di Galati. Secondo il quartier generale militare dell’Alleanza il velivolo “sembra essere russo”, ma le verifiche sono ancora in corso. La Romania segnala frammenti di droni sul proprio territorio dal 2023, in seguito agli attacchi russi ai porti ucraini sul Danubio. Solo due giorni prima, un Eurofighter italiano in missione Nato aveva abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lettonia.
Questi episodi ripetuti significano che la guerra sfiora ormai con crescente frequenza i cieli dei Paesi membri dell’Alleanza, alimentando l’allarme su possibili incursioni, volontarie o accidentali, oltre i confini ucraini.
Cosa è successo dopo e i prossimi passi diplomatici
Nelle ore successive gli attacchi sono proseguiti. Il ministero della Difesa russo ha riferito di aver intercettato altri 205 droni ucraini su una decina di regioni, tra cui Astrakhan, Belgorod, Bryansk, Voronezh, Volgograd, Kaluga, Kursk, Rostov e la Crimea, oltre alle acque dei mari d’Azov e Nero. Il giorno seguente un attacco missilistico ucraino sul villaggio di Koloskovo, nel distretto di Valuysky della regione di Belgorod — a circa 15 chilometri dal confine — ha ucciso sei persone e ferito altre quattro, tra cui un quattordicenne, secondo il governatore ad interim Alexander Shuvaev. In parallelo, la Russia ha colpito le infrastrutture portuali del distretto di Izmail, nella regione di Odesa, dove sorge il maggiore porto ucraino sul Danubio, vicino al confine romeno: danneggiata un’imbarcazione civile battente bandiera del Togo.
Sul fronte diplomatico, secondo il New York Times che cita cinque funzionari europei, Francia, Germania e Regno Unito stanno lavorando a un proprio formato per i futuri negoziati sull’Ucraina. Parigi e Berlino guiderebbero lo sforzo, mentre Londra si muoverebbe con maggiore cautela per non incrinare i rapporti con il presidente statunitense Donald Trump. L’iniziativa dell’E3 punta ad assicurare all’Europa e a Kiev un posto al tavolo, scongiurando un’intesa diretta tra Washington e Mosca che lasci gli alleati europei ai margini.
Ritenete che l’Europa debba avere un ruolo diretto in un eventuale negoziato di pace sull’Ucraina, o che il rischio di incidenti lungo il confine Nato imponga altre priorità? Condividete la vostra opinione nei commenti.































