Mentre l’Italia tocca il picco della quarta ondata di calore dell’estate, con temperature destinate a superare i 40 gradi in diverse città, l’intera Europa fa i conti con un’estate di caldo e siccità da record. Gli incendi che tra giugno e luglio hanno travolto il continente hanno già causato, secondo una stima del Financial Times, danni per oltre 3 miliardi di euro solo nei cinque Paesi più colpiti. In parallelo, il servizio climatico europeo Copernicus ricorda che l’Europa è il continente che si riscalda più rapidamente al mondo, a un ritmo più che doppio rispetto alla media globale dagli anni Ottanta.
- Circa mezzo milione di ettari bruciati in Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Romania.
- Danni stimati in 3,1 miliardi di euro, oltre la media annua attesa dalla Commissione europea.
- In Grecia due membri d’equipaggio morti nella collisione tra due elicotteri antincendio.
- Nel Regno Unito il luglio più secco da quasi due secoli.
Nei primi due mesi della stagione sono andati in fumo quasi mezzo milione di ettari nei cinque Paesi più colpiti: Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Romania. I 3,1 miliardi di euro stimati riguardano il cosiddetto costo di restauro, ossia la quantificazione di tutti gli interventi necessari per riportare le aree bruciate al loro stato originario. La cifra supera nettamente la media annua di 2,5 miliardi di euro che la Commissione europea si aspettava per l’intero territorio dell’Unione.
Ai costi di restauro si sommeranno i danni indiretti
Il conto reale è destinato a salire. Al costo di ripristino vanno aggiunti i danni alle proprietà di famiglie e imprese e le interruzioni dei flussi turistici in diverse zone del continente. Sul medio-lungo termine peseranno anche l’aumento dei premi assicurativi e gli investimenti in attrezzature antincendio. In Spagna, secondo l’economista Emilio Vizuete Luciano dell’Università di Barcellona, il turismo è particolarmente esposto, data la forte dipendenza del Paese da questo settore.
Secondo il governo di Madrid, i roghi dello scorso luglio sono stati i più grandi della storia della Spagna, con fiamme arrivate ad appena 50 chilometri dalla capitale.
Francia e Spagna i Paesi più devastati
In Francia il ministero dell’Interno ha dichiarato che si tratta già dell’anno peggiore di sempre per gli incendi boschivi. I rappresentanti industriali francesi hanno riferito che almeno 40mila aziende sono state colpite direttamente. Nella regione della Gironda, vicino a Bordeaux, l’incendio più esteso dal 1949 è stato dichiarato sotto controllo ma non ancora completamente spento, dopo aver bruciato un’area quattro volte più grande di Parigi. A complicare i lavori, il passaggio del fuoco ha riportato in superficie residuati bellici inesplosi della Seconda guerra mondiale: alcuni ordigni sono deflagrati per il caldo estremo, proiettando schegge sugli edifici e costringendo gli artificieri a istituire una zona di sicurezza prima del rientro dei residenti.
In Grecia due morti nella collisione tra elicotteri
A ovest di Atene le fiamme hanno superato le linee di contenimento, un giorno dopo la collisione in volo tra due elicotteri antincendio in cui sono morti un cittadino greco e uno danese, mentre altre due persone sono state ricoverate. Oltre mille persone sono state evacuate dall’area della località balneare di Porto Germeno, più di 250 delle quali tratte in salvo via mare dalle spiagge. Il portavoce dei vigili del fuoco Yiannis Artopios ha parlato di “un incendio difficile”. Il rogo è stato attribuito a un guasto a una linea elettrica di un parco eolico e ha portato all’arresto di due appaltatori con l’accusa di incendio colposo.
Siccità e rischi per centrali e industria chimica
Nel Regno Unito, Inghilterra e Galles hanno registrato il luglio più secco da quasi 200 anni: tutto il Galles e oltre metà dell’Inghilterra si trovano ufficialmente in stato di siccità. Proprio la scarsità d’acqua rischia di generare nuovi costi: il calo del livello di alcuni importanti fiumi minaccia il trasporto delle merci e la produzione, con possibili tagli per le aziende chimiche tedesche come BASF e Covestro.
L’aumento delle temperature, la siccità prolungata e i venti forti, avvertono gli scienziati, stanno trasformando l’Europa meridionale in un territorio molto più infiammabile, con i giorni estivi a rischio incendio più che raddoppiati rispetto ai primi anni Ottanta.
Come stai vivendo questa estate di caldo record e incendi? Raccontaci se la tua zona è stata toccata dalle ondate di calore o dalla siccità.































