La Valle di Susa è tornata teatro di violenti scontri: i cantieri dell’Alta Velocità Torino-Lione sono stati presi d’assalto da centinaia di antagonisti incappucciati, che hanno lanciato bombe carta, razzi, pietre e bottiglie incendiarie contro le forze dell’ordine schierate a protezione delle aree. Il bilancio parla di circa sessanta feriti tra polizia, carabinieri e guardia di finanza e di almeno due camionette dei carabinieri date alle fiamme. I momenti più duri si sono registrati a Chiomonte, dove alcuni manifestanti sono riusciti a penetrare nell’area del cantiere. Immediata la reazione delle istituzioni, con l’intervento del Quirinale e della premier Giorgia Meloni.
- Assaltati i cantieri di San Didero e soprattutto di Chiomonte in Valle di Susa.
- Circa sessanta agenti feriti e almeno due camionette dei carabinieri incendiate.
- Il presidente Mattarella ha telefonato al ministro Piantedosi per esprimere solidarietà agli agenti.
Gli scontri si concentrano sul cantiere di Chiomonte
Le tensioni sono esplose a margine della marcia No Tav partita da Venaus, ribattezzata dagli organizzatori “marcia verso i cantieri della devastazione” e organizzata a conclusione della decima edizione del Festival Alta Felicità. Secondo il movimento la manifestazione avrebbe visto la partecipazione di ventimila persone. Dopo la partenza del corteo, gli attivisti si sono divisi in più gruppi.
Le prime tensioni, durate una ventina di minuti, si sono viste a San Didero, dove le forze dell’ordine hanno risposto al lancio di bombe carta e pietre con i lacrimogeni. Nel frattempo un gruppo più numeroso ha raggiunto attraverso i sentieri il cantiere di Chiomonte, dove l’attacco è avvenuto su più fronti. Con il volto coperto da maschere antigas e occhialoni, protetti da scudi e caschi, gli antagonisti sono riusciti a entrare nell’area del cantiere.
Secondo la ricostruzione, gli assalti sono stati portati avanti da appartenenti al cosiddetto Blocco Nero, eredi dei Black Bloc, con la presenza di italiani ma anche di numerosi francesi, spagnoli e tedeschi.
Cos’è la Torino-Lione, l’opera al centro del conflitto
La Val di Susa è da anni il fronte più caldo della contestazione alla nuova linea ferroviaria ad alta velocità e capacità Torino-Lione, la cui realizzazione ha alimentato un movimento di protesta radicato nel territorio. Il progetto, che punta a collegare l’Italia con la Francia attraverso un tunnel di base, è considerato dal governo un’infrastruttura strategica per l’economia e i collegamenti europei, mentre il movimento No Tav ne contesta costi e impatto ambientale. La convivenza tra le manifestazioni pacifiche e le frange più oltranziste rappresenta da tempo un elemento di frizione ricorrente.
Il Quirinale e Palazzo Chigi condannano le violenze
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di trasmettere agli agenti “la sua solidarietà e il suo ringraziamento per la loro azione al servizio della comunità nazionale”, facendo pervenire la propria vicinanza ai feriti.
Netta la posizione della premier Giorgia Meloni: “Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato”. La presidente del Consiglio ha aggiunto che “la violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo”.
Per Piantedosi si tratta della conferma “di una volontà, da parte di qualcuno, di dare luogo a un’escalation che richiede la massima attenzione”. Il titolare del Viminale ha chiesto “una presa di posizione unitaria, netta e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche e delle istituzioni”.
La destra attacca la sinistra, che condanna gli scontri
Gli scontri hanno riacceso lo scontro politico. Il vicepremier Antonio Tajani ha definito la guerriglia “vergognosa e inaccettabile”, denunciando “l’assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente”. Il ministro Matteo Salvini ha invocato “mano pesante con questi criminali”, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di “vera e propria guerriglia armata”.
Le condanne sono arrivate anche dall’opposizione. Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra ha ricordato che “chi usa la violenza danneggia tutti noi”. I parlamentari del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro hanno espresso vicinanza agli agenti feriti, sottolineando però come la giornata di scontri sposti l’attenzione dai “14,7 miliardi di euro di costo” dell’opera e dall’aumento “del 127% rispetto alle stime iniziali secondo la Corte dei conti europea”. Dal Pd, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha condannato “senza alcuna ambiguità” i danneggiamenti, ribadendo al tempo stesso che “il diritto di manifestare e di esprimere il proprio dissenso è un valore fondamentale della nostra democrazia”.
La Torino-Lione divide da anni la Val di Susa e il Paese: qual è la vostra opinione sul confine tra diritto di protesta e violenza? Lasciate un commento.































