Il rapporto tra potere politico e giornalismo torna al centro del dibattito, un tema che riguarda da vicino anche i lettori europei e italiani, abituati a considerare la libertà di stampa un pilastro delle democrazie. Negli Stati Uniti si è consumato un nuovo, aspro scontro tra la Casa Bianca e i cronisti: lunedì, nello Studio Ovale, Donald Trump ha intimato più volte a Kristen Holmes, corrispondente senior della Cnn, di “stare zitta”, accusandola di essere una “persona rumorosa e turbolenta” e di diffondere “false informazioni”. L’amministrazione ha poi rincarato la dose sui social, mentre l’emittente ha difeso la reporter parlando di attacchi “indegni” del ruolo presidenziale.
- Trump ha ripetuto “stai zitta” a Kristen Holmes durante uno scambio con i giornalisti nello Studio Ovale.
- La tensione è nata da una domanda sui rapporti del presidente con il leader nordcoreano Kim Jong Un.
- L’account Rapid Response 47 della Casa Bianca ha attaccato personalmente la reporter su X.
- La Cnn: “Attacchi indegni della funzione e contrari alla libertà di stampa”.
La domanda su Kim Jong Un che ha fatto esplodere lo scontro
La miccia è stata una domanda sulla Corea del Nord. Holmes ha chiesto al presidente se avesse parlato con Kim Jong Un e se il leader nordcoreano gli avesse chiesto di ridurre le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud. Trump ha reagito duramente: “Zitta. Sei una persona rumorosa e turbolenta. Sei una falsa giornalista e diffondi notizie false”, ha detto, chiedendo poi a quale testata appartenesse. Alla risposta “Cnn”, ha ribattuto: “Fake news”.
Il contesto è una svolta annunciata dallo stesso presidente: in un messaggio pubblicato domenica sui social, Trump aveva rivendicato il “ottimo rapporto” con Kim e aveva detto di voler dare istruzione al segretario alla Difesa Pete Hegseth di “ridurre sostanzialmente” le esercitazioni militari congiunte con Seul. Nell’Ufficio Ovale ha ribadito la sua sintonia con il leader di Pyongyang: “Vado d’accordo con lui, mi capisce”.
L’evento in onore di un giovane bagnino
Lo scambio è avvenuto durante un evento pensato per celebrare Ryder Williams, un bagnino adolescente che il mese scorso ha salvato un bambino di 10 anni in difficoltà tra le onde su una spiaggia di Santa Cruz, in California. Proprio la presenza del ragazzino salvato è stata usata da Trump per rilanciare l’accusa: “Sei molto irrispettosa davanti a questo giovane”, ha detto alla reporter, chiedendo persino al bambino se non trovasse anche lui “irrispettosa” la giornalista.
L’affondo social della Casa Bianca
Alla reazione del presidente si è aggiunta quella dell’amministrazione. Su X, l’account Rapid Response 47 ha definito Holmes “un imbarazzo vergognoso e umiliante per la sua presunta professione”, accusandola di aver approfittato dell’evento con l’eroico bagnino per “un colpo basso” contro uno staff del presidente. In un altro messaggio, dai toni personali, l’amministrazione ha scritto: “Un giorno i tuoi figli si imbatteranno nella tua domanda disgustosa e disumana. Ne saranno nauseati”.
Alla base della tensione c’era una domanda con cui Holmes aveva chiesto a Trump di commentare le parole del senatore democratico della Georgia Jon Ossoff.
In un comizio nel fine settimana, Ossoff aveva sostenuto che il presidente preferirebbe viaggiare con la sua assistente Natalie Harp e costruire la sala da ballo della Casa Bianca piuttosto che svolgere il suo lavoro. Trump ha replicato definendo il senatore un “sosia di Pee Wee Herman” e difendendo il progetto della sala da ballo. Il direttore della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung, ha attaccato Ossoff come un “povero smidollato” che “odia il suo Paese”, mentre il portavoce Davis Ingle lo ha liquidato come un “peso piuma”.
La difesa della Cnn e il nodo della libertà di stampa
La rete ha diffuso una nota a sostegno della propria corrispondente: “Kristen Holmes è una delle giornaliste più rispettate e apprezzate nella copertura della Casa Bianca. Ha fatto il suo lavoro, ponendo al presidente degli Stati Uniti una domanda difficile, rilevante e di interesse pubblico”. Secondo l’emittente, i responsabili pubblici sono liberi di contestare le notizie con cui non concordano, ma attaccare personalmente i cronisti per le loro domande è “indegno della funzione e contrario ai principi di una libera stampa”.
L’episodio si inserisce in una tensione ormai ricorrente tra il presidente e diverse testate, la Cnn in particolare. Al di là del singolo scambio, quello che è in gioco è il rapporto tra chi governa e chi ha il compito di controllarlo: per gli osservatori, quando le domande scomode vengono trasformate in attacchi personali al giornalista, a essere messa alla prova è la funzione stessa dell’informazione indipendente.
Fin dove può spingersi un capo di Stato nel replicare ai giornalisti? Raccontaci come vedi il rapporto tra potere e libertà di stampa.































