Al momento in cui i soccorsi hanno tentato di rianimarla, accanto a Hayden Panettiere c’erano il suo ex compagno Brian Hickerson — già condannato per le violenze commesse ai suoi danni — e il fratello di lui, Zach. L’attrice, nota per le serie Heroes e Nashville, è stata trovata senza vita domenica nella villetta in affitto in South Carolina dove i paramedici hanno provato a lungo a soccorrerla senza riuscirvi. Il decesso è stato dichiarato alle 14:31. Nei giorni successivi la polizia locale si è recata a casa dei due uomini per un controllo, mentre le cause della morte restano ancora da accertare.
- Hayden Panettiere è stata trovata morta domenica nella sua abitazione in South Carolina.
- Presenti nell’appartamento l’ex compagno Brian Hickerson e il fratello Zach.
- L’autopsia non avrebbe rilevato segni di trauma; cause e modalità del decesso restano da chiarire.
- Nell’audio della chiamata al 911 i soccorritori parlano di una possibile overdose.
Secondo l’ufficio del coroner della contea di Greenville, che si è espresso lunedì, la causa e le modalità della morte restano in attesa di ulteriori accertamenti e sul corpo non sarebbero emersi segni evidenti di trauma. Nell’audio della chiamata al 911 i soccorritori fanno riferimento a una possibile overdose, ma nessuna causa ufficiale è stata al momento stabilita.
Nel rapporto della polizia i due fratelli presenti nell’appartamento
Da un rapporto d’intervento della polizia di Greenville, ampiamente oscurato, emerge che entrambi i fratelli si trovavano nella villetta in affitto in cui Panettiere è morta. Un agente ha riferito che Zach Hickerson avrebbe identificato l’attrice come «la fidanzata di suo fratello». Quando la donna non ha più risposto alle «misure avanzate di rianimazione cardiaca» praticate dai soccorritori, Brian Hickerson sarebbe apparso molto provato, secondo il documento. Domenica lo stesso Hickerson avrebbe mostrato agli agenti un «sacchetto di farmaci» che, ha detto alla polizia, l’attrice stava assumendo prima della morte.
Nei giorni successivi gli investigatori hanno effettuato un controllo di sicurezza presso l’abitazione della nonna dei due fratelli, a Greenville. Mercoledì mattina, alle 8:20, gli agenti hanno bussato a diverse porte senza ricevere risposta e sono ripartiti; Zach Hickerson era in casa e aveva tenuto le tapparelle abbassate per tutta la mattinata. Gli agenti sono tornati poco dopo, hanno svolto il controllo e sono andati via nel giro di una decina di minuti.
Le forze dell’ordine non hanno mai indicato che Hickerson abbia avuto un ruolo nella morte dell’attrice.
L’accusa della madre e i dubbi sull’orario della chiamata
Durissime le parole della madre, Lesley Vogel, che ha puntato pubblicamente il dito contro l’ex della figlia. «Questa persona, che abbiamo cercato di allontanare per molto tempo dalla sua vita, era con lei quando è morta», ha dichiarato alla NBC News, aggiungendo che la figlia si era «persa» con Hickerson. La donna ha inoltre sollevato dubbi sull’orario della chiamata ai soccorsi. Vogel ha raccontato di essersi preoccupata a lungo per quel rapporto, pur avendo scelto negli ultimi mesi di non sentire la figlia.
Una relazione segnata dalla violenza, raccontata nel memoir
Il legame con Brian Hickerson è al centro delle pagine sulla violenza domestica del libro di Panettiere, This Is Me: A Reckoning, pubblicato lo scorso maggio. I due si erano conosciuti nel 2018 a West Hollywood e, dopo una relazione nata — come ha scritto lei stessa — a «velocità fulminea», l’uomo aveva iniziato a picchiarla al punto da tenerla chiusa in casa per settimane. Sono seguiti arresti per violenza domestica a Las Vegas e a Los Angeles, dove un vicino chiamò la polizia dopo che Hickerson l’aveva bloccata a terra colpendola ripetutamente.
Inizialmente accusato di sette capi di imputazione, tra cui aggressione e lesioni alla compagna, Hickerson si è poi dichiarato no contest rispetto a due capi di reato per aver ferito l’attrice, venendo condannato. Ha scontato una breve pena detentiva ed è stato sottoposto a quattro anni di libertà vigilata e a un programma per la gestione della rabbia. Per due volte ha tentato di far ridurre le condanne da felony a reati minori: il primo tentativo è fallito lo scorso anno, il secondo è stato respinto la scorsa settimana.
Panettiere aveva provato ad allontanarlo, arrivando ad assumere una sicurezza privata per tenerlo alla larga.
Nonostante ciò, in occasione dell’uscita del libro l’uomo si era reinserito nella vicenda pubblica, dichiarando a TMZ che tutti i racconti di violenza contenuti nel memoir erano veri, sostenendo di essere ormai «amici» e di averla sentita il giorno prima della morte proprio a proposito del libro.
Le battaglie contro dipendenze e depressione
Nel corso degli anni l’attrice aveva parlato apertamente delle proprie difficoltà con l’alcol e della depressione, compresa quella post partum dopo la nascita della figlia Kaya. La sua lunga battaglia contro dipendenze e problemi di salute mentale era diventata parte della sua storia pubblica, raccontata anche nel volume uscito pochi mesi prima della morte. Nel libro Panettiere descriveva la natura insidiosa della violenza in una relazione: «Gli abusanti si insinuano come erbacce nella tua vita», scriveva, rivolgendo poi un monito ai lettori: «Non credete solo a quello che vedete in una foto. C’è molto altro dietro. La verità è più strana della finzione».































