«Possiamo prevedere le regioni in cui si formeranno scie di condensazione persistenti che riscaldano il clima, e possiamo deviare gli aerei attorno a esse». Con queste parole Marc Shapiro dell’organizzazione di ricerca Contrails.org ha riassunto, durante una conferenza stampa del 17 agosto, l’obiettivo di una sperimentazione senza precedenti. A partire da quest’inverno, i controllori del traffico aereo che gestiscono lo spazio aereo di Shanwick, sul lato orientale del Nord Atlantico, inviteranno gli aerei a modificare la quota per evitare di generare nuove scie di condensazione. È la prima volta che questo tipo di intervento viene applicato all’intero spazio aereo di una regione.
- I voli sul Nord Atlantico saranno deviati per ridurre le scie di condensazione che riscaldano il clima.
- I controllori useranno previsioni atmosferiche generate dall’intelligenza artificiale di Google.
- Il progetto Operation Blue Skies vale 5 milioni di sterline e si svolgerà in due inverni tra il 2026 e il 2028.
Le scie di condensazione si formano quando le particelle di fuliggine emesse dai motori a reazione innescano la formazione di cristalli di ghiaccio, lasciando una traccia che può durare ore. Di giorno queste scie persistenti contribuiscono a riflettere la radiazione solare nello spazio, con un effetto di raffreddamento, ma intrappolano anche il calore al di sotto di esse, provocando riscaldamento. Nel complesso, si stima che le scie di condensazione siano responsabili di circa un terzo dell’impatto climatico dell’aviazione.
Google mette le sue previsioni AI al servizio dei controllori di volo
A guidare le decisioni saranno previsioni delle condizioni atmosferiche elaborate dall’intelligenza artificiale di Google, capaci di indicare dove è probabile che si formino le scie. Secondo Paul Hodgson di Google UK, il beneficio climatico ottenuto evitando le scie compensa ampiamente l’eventuale maggior consumo di carburante dovuto alla modifica delle rotte.
«L’impatto delle scie su quei voli, soprattutto in quelle ore del giorno, si misura in tonnellate o addirittura in decine di tonnellate», ha spiegato Hodgson.
I voli deviati potrebbero bruciare circa 100 chilogrammi di carburante in più per aereo durante l’attraversamento dello spazio aereo, con l’emissione di qualche centinaio di chilogrammi aggiuntivo di CO2: una quantità che, nel confronto tracciato da Google, resta molto inferiore al danno climatico evitato.
Perché lo spazio aereo di Shanwick è un punto critico
Lo spazio aereo di Shanwick è al tempo stesso un’area molto trafficata per gli aerei che attraversano il Nord Atlantico e un vero e proprio “hotspot” per le scie di condensazione. Le simulazioni indicano che questa regione è responsabile di circa il 5 per cento del riscaldamento globale dovuto alle scie, effetto concentrato per lo più nella stagione invernale tra novembre e febbraio.
Il progetto, denominato Operation Blue Skies e finanziato con 5 milioni di sterline (circa 5,8 milioni di euro), interverrà sui voli serali e notturni, quelli con il maggiore effetto di riscaldamento. Ai piloti che entrano nello spazio aereo di Shanwick sarà chiesto di modificare la quota fino a 2000 piedi (600 metri) per evitare le condizioni atmosferiche in cui è probabile la formazione delle scie. Le indicazioni verranno diramate secondo le stesse procedure già usate dai controllori per aiutare i piloti a evitare turbolenze o altre condizioni meteorologiche.
Due inverni di test e migliaia di voli sotto osservazione
La sperimentazione si articolerà in due periodi invernali di quattro mesi ciascuno, negli inverni 2026-2027 e 2027-2028, con circa 20-40 giornate di test per stagione. Ogni anno si prevede il passaggio di circa 10.000 voli nelle ore interessate, e alcune centinaia dovranno essere deviate per produrre un insieme di dati statisticamente significativo. L’analisi sarà affidata ai ricercatori dell’Università di Cambridge e dell’Imperial College London.
Il progetto si basa su precedenti test delle previsioni AI di Google, finora utilizzate per orientare i piani di volo delle compagnie prima del decollo e le rotte definite dai dispatcher. Quel lavoro suggerisce che deviare un aereo può ridurre la formazione di scie del 50-60 per cento.
La novità è che, per la prima volta, le previsioni saranno applicate a un intero spazio aereo e le compagnie non potranno rinunciarvi.
«È ciò che chiamiamo una sperimentazione su scala di spazio aereo, in cui le deviazioni saranno di fatto ordinate dal controllore del traffico aereo e riguarderanno tutti gli aeromobili che volano in questa particolare regione», ha precisato Hodgson.
Deviare i voli per il bene del clima: pensate sia una strada percorribile per rendere l’aviazione più sostenibile, o i benefici non giustificano la complessità? Diteci la vostra.































