È morta domenica a 36 anni Hayden Panettiere, l’attrice statunitense diventata celebre con la serie Heroes e con il dramma musicale Nashville. La scomparsa arriva a pochi mesi dall’uscita, lo scorso maggio, della sua autobiografia This Is Me. A Reckoning, in cui aveva raccontato in prima persona le fragilità nascoste dietro una carriera cominciata da bambina: la pressione del mondo dello spettacolo, la depressione post-partum, la dipendenza da alcol e oppioidi, la perdita della custodia della figlia e la morte del fratello minore nel 2023. Le cause del decesso non sono state rese note.
- Hayden Panettiere è morta domenica all’età di 36 anni.
- A maggio aveva pubblicato il memoir This Is Me. A Reckoning.
- Nel libro raccontava dipendenze, depressione post-partum, abusi e lutti familiari.
- La figlia Kaya, nata nel 2014, vive con il padre Volodymyr Klyčko.
Un memoir che riapriva ferite mai rimarginate
Nel volume, presentato in una serie di interviste — tra cui quella al Hollywood Reporter e al New York Times — l’attrice aveva ripercorso senza filtri la propria infanzia sui set. “Sono stata addestrata. Ero come un piccolo soldato”, aveva raccontato, descrivendo un’esistenza in cui “il no non era mai un’opzione”. La madre l’aveva avviata alla moda e ai provini quando era ancora piccolissima: secondo il racconto della stessa Panettiere, aveva già girato una cinquantina di spot pubblicitari prima dei cinque anni.
Quella pressione, aveva spiegato, aveva finito per lasciare il segno. “Il mio bisogno di compiacere gli altri era cresciuto sempre di più, era rabbia, ansia, frustrazione”, aveva detto, collegando quel disagio all’inizio della sua battaglia con le sostanze. Da adolescente, dopo la pubblicazione da parte dei tabloid di foto che ne criticavano il corpo, aveva iniziato a soffrire di dismorfofobia.
Nel libro Panettiere, che si era dichiarata bisessuale, denunciava anche episodi di molestie da parte di figure influenti del settore, tra cui un attore e regista premio Oscar.
La depressione dopo la nascita della figlia e le riabilitazioni
Il rapporto con l’alcol e con gli oppioidi era peggiorato dopo la nascita della figlia Kaya, nel dicembre 2014, quando aveva sviluppato una grave depressione post-partum rimasta a lungo senza diagnosi. Il primo ingresso in una struttura di recupero era arrivato quando la bambina aveva quattro mesi; negli anni successivi erano seguiti altri percorsi di cura. “Ero infelice, in lacrime tutto il tempo”, aveva raccontato, spiegando come l’alcol, pur calmandola sul momento, avesse col tempo peggiorato la situazione.
In quel periodo l’attrice recitava in Nashville, dove la sua protagonista affrontava problematiche analoghe: gli sceneggiatori, ha ricordato, si erano ispirati alla sua esperienza. Nel 2015, durante la quarta stagione, aveva lasciato temporaneamente il set per entrare in una struttura, tornando poi fino alla conclusione della serie nel 2018.
La custodia ceduta e la relazione segnata dalla violenza
Kaya era nata dalla storia con Volodymyr Klyčko, ex campione del mondo dei pesi massimi, legato all’attrice dal 2009 e con cui si era fidanzata nel 2013. La coppia si era separata definitivamente nel 2018 e nello stesso anno Panettiere aveva affidato la custodia della figlia all’ex compagno, che da allora l’ha cresciuta in Europa. Una scelta che l’attrice aveva definito la più straziante della sua vita, difendendosi più volte dall’accusa di aver “abbandonato” la bambina.
Un altro capitolo doloroso era il legame, protrattosi tra il 2018 e il 2022, con Brian Hickerson, descritto nel memoir come una relazione segnata da violenze fisiche e psicologiche. Nell’aprile 2021 Hickerson era stato condannato a 45 giorni di carcere dopo essersi dichiarato “no contest” a due capi d’imputazione per lesioni, con quattro anni di libertà vigilata e un ordine restrittivo quinquennale. Secondo quanto riferito da Tmz, l’uomo avrebbe viaggiato con l’attrice da Los Angeles verso la South Carolina il giorno precedente la morte; le stesse fonti non chiariscono la natura del legame in quelle settimane.
Il lutto per il fratello Jansen
Il dolore più recente restava quello per il fratello minore Jansen, anch’egli attore, morto il 19 febbraio 2023 nella sua abitazione di Nyack, nello Stato di New York, a 28 anni. La causa, resa nota settimane dopo, era una cardiomegalia con complicazioni alla valvola aortica; il decesso era stato classificato come naturale. Hayden aveva più volte raccontato di sentirsi schiacciata dai sensi di colpa e aveva indicato il capitolo dedicato al fratello come il più difficile da scrivere.
L’ultimo messaggio condiviso su Instagram risaliva al 27 luglio: una foto in bianco e nero con la didascalia “Good times and good friends”. Dopo l’annuncio della morte, sotto lo scatto si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio di colleghi e fan.































