Il nome di Jacques Moretti, imprenditore corso trasferitosi in Svizzera, è già noto in Italia per l’inchiesta sulla strage del Constellation, il discobar della stazione sciistica di Crans-Montana dove nella notte di Capodanno morirono 41 persone, in gran parte giovanissimi, e 115 rimasero ferite. Ora l’uomo è tornato al centro delle cronache: è stato arrestato e posto in detenzione con l’accusa di violenze fisiche nei confronti della moglie e socia in affari Jessica. L’episodio si sarebbe verificato nella notte tra l’11 e il 12 agosto nell’abitazione della coppia a Lens, nel Canton Vallese, e sarebbe stato tale da rendere necessario il ricovero in ospedale della donna.
- Jacques Moretti è stato posto in detenzione con l’accusa di violenze sulla moglie Jessica.
- L’aggressione sarebbe avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 agosto a Lens, nel Canton Vallese.
- La coppia è già indagata per la strage del Constellation, dove morirono 41 persone e 115 rimasero ferite.
- I legali sottolineano che si tratta di un procedimento distinto, relativo alla sfera privata.
La notizia è stata anticipata dall’emittente ginevrina Léman Bleu e rilanciata dalla televisione svizzera RTS. Le circostanze precise delle violenze non sono al momento note, così come non è chiaro se la donna sia già uscita dall’ospedale. La Procura svizzera non ha finora fornito conferme ufficiali.
I legali confermano l’episodio ma lo tengono separato dal rogo
Dopo la diffusione della notizia sui media elvetici, la conferma è arrivata dagli avvocati della coppia. “Questi fatti, oggetto di un procedimento distinto, riguardano esclusivamente la loro vita privata, motivo per cui non forniremo alcun commento”, hanno precisato i legali Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod, che assistono i Moretti anche nell’inchiesta sull’incendio.
Gli stessi avvocati hanno voluto tracciare una linea netta rispetto alla tragedia: i nuovi fatti “non possono essere confusi con la tragedia del Constellation”. Al tempo stesso, però, lasciano intendere un possibile collegamento di contesto: “Si inseriscono comunque in un contesto che non può essere ignorato, quello di una prova particolarmente intensa che i coniugi Moretti hanno cercato di affrontare insieme a partire dal 1° gennaio. La vita privata deve ora riprendere i propri diritti”.
La nuova inchiesta dovrà chiarire anche se le presunte violenze siano o meno collegate al rogo di Capodanno e all’indagine che ne è seguita.
Un’indagine che coinvolge sedici persone
Jacques e Jessica Moretti sono indagati, insieme ad altre 14 persone, con le accuse di incendio, lesioni e omicidio colposi per la strage avvenuta nel sotterraneo del locale. Per comprendere la portata della vicenda giudiziaria svizzera va ricordato che nel sistema elvetico la detenzione preventiva (la cosiddetta detenzione cautelare) può essere disposta prima del processo quando sussistono rischi come quello di reiterazione, e che i procedimenti penali sono di competenza delle procure cantonali: in questo caso quella del Vallese.
Proprio nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio, a gennaio l’imprenditore era già stato sottoposto per una ventina di giorni a una misura cautelare in carcere, poi tramutata in misure alternative dopo il pagamento di una cauzione di 200mila franchi (circa 214mila euro). A fine luglio il Tribunale delle misure coercitive di Sion si era espresso a favore di un alleggerimento dell’obbligo di firma quotidiano, che avrebbe potuto essere sostituito da una semplice videoconferenza con la polizia cantonale.
Il fronte italiano delle vittime chiede giustizia rapida
La vicenda ha una forte eco anche in Italia, dato che tra i feriti della strage figurano cittadini italiani assistiti da legali del nostro Paese. L’avvocato Fabrizio Ventimiglia, che rappresenta Sofia Donadio, una ragazza rimasta ferita a Capodanno, e la sua famiglia, non ha voluto commentare la “vicenda molto grave”, ma “a distanza di otto mesi dalla strage” ha ribadito che la “priorità è accertare in tempi rapidi le responsabilità per la tragedia di Crans-Montana ed ottenere giustizia e risarcimenti immediati”.
Da giorni, nel paese vallesano, circolava la voce dell’arresto. “Si sapeva qui in paese, un’altra brutta storia”, ha raccontato il titolare di un locale del centro, mentre uno degli avvocati delle vittime ha riferito che “nessuno lo ha voluto confermare”.
Chi sono i Moretti
Trasferitosi in Svizzera circa una decina di anni fa, Jacques Moretti aveva avuto in precedenza problemi con la giustizia francese, dopo il coinvolgimento in un’indagine per sfruttamento della prostituzione e un arresto per truffa. Insieme alla moglie, con cui è socio in affari, dal 2015 si era stabilito a Sion, costruendo un piccolo gruppo di attività: la coppia risulta titolare al 50% di quattro società, tra cui Le Constellation, Le Senso, Le Vieux Chalet 1978 — cui fa capo un ristorante — e Le Constel.































