L’ex dirigente di JPMorgan Chase Matt Zames entra nell’amministrazione Trump come consulente della Social Security Administration (SSA), l’agenzia federale statunitense che gestisce le pensioni e le prestazioni previdenziali. Secondo quanto appreso da CNBC, Zames assume un incarico non retribuito per aiutare l’ex collega di JPMorgan Frank Bisignano — divenuto commissario dell’ente lo scorso anno — nell’opera di modernizzazione dell’agenzia. L’inizio è previsto per lunedì presso la sede della SSA a Baltimora, nel Maryland, dove, riferisce una fonte, è già stata installata una targhetta con il suo nome sulla porta dell’ufficio.
- Matt Zames entra come consulente non retribuito della Social Security Administration.
- Affiancherà il commissario Frank Bisignano, suo ex collega in JPMorgan, sulla modernizzazione tecnologica.
- Come dipendente pubblico speciale potrà ricoprire l’incarico per 130 giorni, diluibili nel tempo.
Le fonti di CNBC hanno parlato in forma anonima non essendo autorizzate a discutere pubblicamente della nomina. La stessa notizia dell’incarico non retribuito è stata riportata anche da MarketWatch.
Da Wall Street al governo federale
Zames è una figura di primo piano della finanza statunitense. Ex trader di hedge fund, si è affermato in JPMorgan dopo aver contribuito a ripulire il buco da 6 miliardi di dollari (circa 5,5 miliardi di euro) legato alla vicenda della cosiddetta “London Whale”. È stato per circa cinque anni chief operating officer della banca, guidando progetti tecnologici e di contenimento dei costi, ed era considerato uno dei principali candidati alla successione dell’amministratore delegato Jamie Dimon fino alla sua uscita nel 2017.
L’anno successivo è diventato presidente della società di private equity Cerberus, dove ha seguito gli investimenti tecnologici e ha contribuito al rilancio della partecipazione della società in Deutsche Bank. Dopo aver lasciato Cerberus nel 2021, ha avviato una propria società di consulenza e ristrutturazione. Zames ha inoltre ricoperto incarichi in gruppi consultivi del Tesoro e della Federal Reserve legati ai mercati del debito.
Un’agenzia alle prese con tecnologia obsoleta e conti sotto pressione
Il profilo di Zames si innesta su due problemi di fondo che la SSA si trova ad affrontare. Il primo è tecnologico: l’agenzia si affida a sistemi informatici vecchi di decenni, un limite che rende la modernizzazione una priorità dichiarata della gestione Bisignano.
Il secondo è finanziario. Secondo le proiezioni, il fondo fiduciario destinato alle pensioni potrebbe esaurirsi in meno di un decennio, uno scenario che potrebbe imporre tagli alle prestazioni per milioni di americani.
La scelta di un tecnico proveniente dai vertici della finanza privata segnala la volontà di applicare all’ente previdenziale logiche di efficienza e revisione dei costi tipiche del settore bancario.
Che cosa prevede la formula dell’incarico
Zames entra come “special government employee”, una figura che consente di operare all’interno dell’amministrazione federale per un massimo di 130 giorni. Poiché non lavorerà a tempo pieno, questo periodo potrebbe però distribuirsi su un arco di tempo più ampio, ha precisato una delle fonti.
Per un lettore italiano, la vicenda offre uno spaccato di come negli Stati Uniti la porta girevole tra alta finanza e amministrazione pubblica resti una prassi consolidata: professionisti di Wall Street vengono chiamati, spesso a titolo gratuito e per periodi limitati, a guidare processi di riorganizzazione di enti pubblici di grandi dimensioni.
Ritenete che affidare la riforma di un ente previdenziale pubblico a manager provenienti dalle grandi banche sia una garanzia di efficienza o un potenziale conflitto di interessi? Diteci la vostra.































