Peacock alza di nuovo i listini. La piattaforma di streaming di NBCUniversal ha annunciato un rincaro su tutti i suoi piani, il quarto in altrettanti anni, arrivato subito dopo che il servizio ha registrato il suo primo trimestre in utile dal lancio. Il piano di punta con pubblicità passa da 10,99 a 12,99 dollari al mese (circa 11 euro), mentre l’abbonamento senza pubblicità Premium Plus segna l’aumento più consistente, salendo di 3 dollari fino a 19,99 dollari al mese (circa 17 euro). Le nuove tariffe scattano dal 18 agosto per i nuovi clienti e per chi rientra, mentre gli utenti già abbonati le vedranno applicate a partire dal 17 settembre.
- Premium con pubblicità: da 10,99 a 12,99 dollari al mese.
- Premium Plus senza pubblicità: da 16,99 a 19,99 dollari al mese.
- Piano base Select: da 7,99 a 8,99 dollari al mese.
- Rincari dal 18 agosto per nuovi clienti, dal 17 settembre per gli abbonati esistenti.
Una lunga scia di aumenti dopo il debutto del 2020
Lanciato nel luglio 2020, Peacock ha percorso una strada in salita per contenere le perdite tipiche della fase di avvio. L’ultimo ritocco ai prezzi risaliva al luglio 2025, preceduto da altri due negli anni precedenti: da qui la sequenza di quattro aumenti in quattro anni. La novità è che stavolta il rincaro arriva quando i conti sono finalmente in ordine: NBCUniversal ha comunicato che lo streamer ha chiuso in utile per la prima volta, con 48 milioni di abbonati paganti, in crescita rispetto ai 46 milioni del trimestre precedente e ai 41 milioni di un anno prima.
I dirigenti di NBCUniversal hanno però avvertito che l’andamento tra utile e perdita potrà oscillare di trimestre in trimestre, a seconda dei calendari sportivi e degli altri contenuti in programmazione.
Cosa cambia ora e cosa promette la piattaforma
Anche il piano più economico, il Select, sale da 7,99 a 8,99 dollari (circa 8 euro): un pacchetto essenziale che include stagioni selezionate di alcune serie NBC e Bravo, ma esclude film, sport in diretta e produzioni originali. Le nuove tariffe interessano anche gli abbonamenti annuali.
Sulla propria pagina di supporto, Peacock spiega che l’aumento serve a «creare la migliore esperienza per gli spettatori, restare competitivi sul mercato e offrire contenuti unici in tutti i generi». Il servizio ha introdotto novità per attrarre iscritti, tra cui il video verticale per le dirette NBA, un feed «Bravoverse» con clip da programmi come Love Island e giochi per dispositivi mobili. Sta inoltre sperimentando vantaggi per gli abbonati di lunga data e sarà presto incluso nell’abbonamento a YouTube Premium.
Sul fronte contenuti, Peacock punta molto su sport ed eventi dal vivo — dal Sunday Night Football della NFL a NBA, WNBA, Premier League, football e basket universitari — oltre a titoli come “The Super Mario Galaxy Movie”, “Obsession” e reality di successo come “The Traitors” e “Love Island USA”.
La “stream-flation” e la fuga verso pubblicità e gratis
Peacock non è un caso isolato: praticamente tutti i grandi servizi hanno ritoccato i prezzi negli ultimi due anni, da Netflix a HBO Max, da Apple TV a Paramount+ fino a YouTube Premium. Secondo le stime raccolte da Business Insider, abbonarsi singolarmente alle versioni senza pubblicità delle principali piattaforme può oggi superare i 137 dollari al mese (circa 117 euro).
Questa dinamica di rincari continui sta spingendo un numero crescente di spettatori verso le opzioni con pubblicità, più economiche.
Secondo la società di dati Antenna, nel report di giugno quasi metà degli abbonamenti premium (il 48%) era di tipo con pubblicità, in crescita rispetto al 39% del primo trimestre 2024; il 59% delle nuove sottoscrizioni riguardava piani con spot. Nello stesso periodo, sempre secondo Antenna, le cancellazioni degli abbonamenti senza pubblicità hanno superato le nuove adesioni. Cresce inoltre l’interesse per i servizi gratuiti come YouTube, Tubi e The Roku Channel, che a maggio hanno raggiunto il 19,1% degli ascolti sui televisori statunitensi, contro il 17,2% di un anno prima.
«Dare via troppo poco e i consumatori non si coinvolgono», ha osservato l’analista dei media Paolo Pescatore di PP Foresight a proposito dei livelli gratuiti, «dare via troppo e l’azienda rischia di minare lo stesso modello ad abbonamento che sta cercando di sostenere.»
Il prossimo passo: la separazione da Comcast
Guardando avanti, il futuro societario di Peacock è in movimento. NBCUniversal si è separata da Versant, che eredita gli asset via cavo e digitali di Comcast, mantenendo invece NBC, Bravo, Peacock e gli studi. Sia Peacock sia NBCUniversal si preparano poi a scorporarsi da Comcast nel corso del prossimo anno.
Gli aumenti continui vi stanno spingendo a passare ai piani con pubblicità o addirittura a rinunciare a qualche abbonamento? Raccontateci quali servizi vale ancora la pena tenere.































